Vinterblot – For Asgard

Vinterblot – For Asgard

2010 – demo – autoprodotto

VOTO: 7,5 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Phanaeus: voce – Vandrer: chitarra – Fjorgynn: chitarra – Eruner: basso – Wolf: batteria

Tracklist: 1. Intro – 2. For Asgard – 3. Naglfar – 4. As Sleipnir Rides – 5. Vinterblot – 6. Blood Furnace

Suonano death metal di matrice svedese, nei testi trattano di mitologia norrena, hanno war names “nordici” e… vengono da Bitonto, provincia di Bari! All’apparenza ossimoro è invece realtà, e per giunta di buona qualità. Ma andiamo con ordine. I Vinterblot si formano nel 2008 e, dopo i primi passi tra cover di Amon Amarth, At The Gates e Opeth, iniziano a esibirsi live, prima di entrare nei Sound Cubed Studio di Bari per registrare il demo di debutto For Asgard. Il cd si compone di cinque brani più intro di sporco-graffiante-“nostalgico” death metal svedese: l’influenza dei cinque vichinghi di Stoccolma è bella evidente, in particolare il periodo che va dallo straordinario debutto Once Sent From The Golden Hall al terzo album The Crusher. Minore, ma comunque presente, è l’influenza esercitata dagli Unleashed, intransigente act svedese in attività dal 1989, e degli Entombed più diretti nei vari stacchi stop’n’go. I Vinterblot sono bravi a miscelare le varie influenze con una sfrontatezza al limite dell’arroganza nel porsi al grande pubblico con brani violenti, viscerali, marci e al contempo “melodici”, quindi facilmente assimilabili. La giovane età al momento della registrazione, il songwriting di buonissima qualità e la genuina spontaneità di questi musicisti pugliesi, o più verosimilmente, l’unione di tutti questi fattori, fatto sta che For Asgard è un dischetto sopra la media per quel che riguarda i demo-cd, e che se fosse stato immesso nel “vero” mercato come EP non avrebbe di certo sfigurato se accostato a nomi con discreta storia ed esperienza alle spalle. La produzione non è esaltante e con pochi ritocchi sarebbe stata migliore, rendendo così la resa finale del cd ancora maggiore, ma si tratta sempre di un demo e il suono comunque è più che discreto e bisogna tenere presente che per quasi tutti i ragazzi si trattava della prima volta in uno studio di registrazione.

I venticinque minuti di For Asgard ci mettono di fronte un gruppo giovane ma agguerrito, con le idee molto chiare su cosa suonare e dire. I testi difatti, pur trattando di mitologia norrena e quindi di storie fin troppo abusate, trovano una collocazione più terrena e realistica nel confronto tra il genere umano e le divinità. Con queste liriche la musica incalzante e feroce dei cinque deathsters è perfetta, sorretta dalla batteria sempre aggressiva e veloce del bravo Wolf. L’iniziale title-track è forse la canzone che meglio rappresenta lo stile dei Vinterblot, racchiudendo nei quasi cinque minuti di durata le sfaccettature che compongono il sound del gruppo: si passa quindi da riff da headbanging selvaggio a stop’n’go granitici e momenti di tregua prima del nuovo assalto metallico. La voce del talentuoso Phanaeus calza a pennello col suono svedese dell’ensamble di Bitonto. Naglfar (Fall Into Oblivion) è una composizione dinamica con diversi cambi di tempo, mentre As Sleipnir Rides salta subito all’orecchio per l’amonamorthità dei riff di chitarra – comunque di ottima fattura, è bene specificarlo – e per il bel groove che si viene a creare in certi momenti. La canzone Vinterblot è una vera mazzata di feroce death metal ’90 che porta alla conclusiva Blood Furnace vede ancora sugli scudi il l’operato di Wolf con una doppia cassa velocissima e un lavoro certosino con la parte superiore del corpo. Il basso di Eruner e le chitarre creano un discreto wall of sound e i riff si susseguono senza sosta fino alla conclusione.

Certo, viene pensato che se questo For Asgard fosse uscito nel 1998 – sia per quel che concerne la produzione che la proposta sonora – staremmo, con molta probabilità, ora parlando di un gruppo “storico”. Stiamo invece parlando di una band che dal profondo sud dell’Italia ha saputo conquistare anche il palco del prestigioso Inferno Festival di Oslo e se si ripensa a questo For Asgard si capisce come e perché i Vinterblot abbiano raggiunto diversi traguardi niente male: duro lavoro in sala prove, precisione in studio e sudore sul palco. Di tempo dalle cover degli Amon Amarth ne è passato e Vandrer e soci hanno saputo trovare una via personale per suonare death metal: tutto è iniziato da For Asgard, ma nel 2010 era già possibile capire che non si aveva a che fare con il “solito” gruppo che tutto deve al Grande Nord.

3 thoughts on “Vinterblot – For Asgard

  1. Per Odino, non li conoscevo! “As Sleipnir rides” è proprio forte, anche se non solo grande amante di questo tipo di voci (ammiro lo sforzo del cantante). Bella chicca, grazie!

    • Grazie a te! Ascolta poi i dischi che hanno fatto dopo, sono ottimi! E, quando tutto questo schifo passerà, cerca di vederli dal vivo, che sul palco sono spettacolari. Li ho visti diverse volte in concerto (Fosch Fest, di spalla ai Windir e al primo Mister Folk Festival) e sono un panzer che travolge tutto!

      • Sono secoli che non non più la possibilità di vedere un concerto di artisti noti: ne ho visto parecchi piccoli di gruppi regionali (in Francia). Credo che l’ultimo “grosso” concerto che ho visto era Nightwish (l’ultima tournée con Tarja nel duemilaqualcosa) con Sonata Arctica in prima parte… capisci che non era ieri! Però, un concerto live di Vinterblot deve essere un po’ di Walhalla su Midgard!

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