Intervista: Juha Jyrkäs

Il kantele al centro di tutto: Juha Jyrkäs lo ha messo al primo posto tra gli strumenti, eliminando chitarra, basso e batteria. Il risultato è Sydämeni Kuusipuulle, disco di debutto pieno di buona volontà e qualche sbavatura. Nella lunga intervista che potete leggere qui sotto avrete tutte le risposte su produzione e testi sconci, ma anche sulla collaborazione con i Korpiklaani e le sue precedenti avventure musicali. Prendetevi qualche minuto e buona lettura!

– SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION! – 

Un grande ringraziamento a Chiara Coppola per la traduzione dell’intervista.

Il tuo nome è poco conosciuto in Italia, direi quindi di iniziare con la classica presentazione.

Ciao! Sono Juha Jyrkäs. Sono un autore e musicista finlandese. Suono pagan heavy metal con un kantele elettrico e un basso kantele! Il kantele è un antico strumento a corde finlandese. Ho scritto i testi alla band folk metal Korpiklaani durante gli anni 2006-2012. Ho anche avuto due band in passato, Poropetra e Tevana3. I Poropetra erano più folk rock, mentre i Tevana3 erano experimental extreme metal con il kantele elettrico. Ho suonato concerti da solista per oltre tredici anni. Ora è uscito il mio album solista Sydämeni Kuusipuulle! Ascoltatelo!

Quando e come nasce la tua passione per il kantele?

Fu nella primavera del 2002. Stavo suonando con i miei amici con strumenti folk. Ho preso il kantele a cinque corde. Prima di allora non sapevo come suonarlo, ma ho imparato molto velocemente come creare delle melodie. Ecco come è iniziata. Stavo già programmando di fare musica mia, mescolandola con il folk e il metal finlandese, quindi ho iniziato con il kantele. Quella fu la scintilla che iniziò l’incendio incontrollato che sono ora.

Nel booklet scrivi con orgoglio che nell’album non sono presenti chitarre, tastiere e batterie: da dove nasce il desiderio di “togliere” questi strumenti per sostituirli con le varie versioni del kantele?

È più di una naturale evoluzione, dovendo fare i conti con il fatto che non so suonare altri strumenti oltre al kantele! Da qualche parte intorno al 2007 al 2009 mi annoiavo con la roba collegata al folk, avevo bisogno di prendere una pausa da questo genere. In realtà, se avessi avuto le capacità di suonare la chitarra e il basso il kantele sarebbe stato lasciato da parte. Volevo suonare del buon heavy metal in stile anni ‘80! In realtà ho provato ad imparare a suonare il basso, ma era troppo lento per me. Quindi tornai al kantele. Mi sono detto “Posso elettrificare il kantele e renderlo uno strumento più metal?”. Mi sono comprato il mio primo kantele nel 2010 e anche alcuni amplificatori. Fu il punto di svolta quando sentii il primo kantele distorto. Sapevo che stavo creando qualcosa di nuovo. Ho fondato il mio progetto solista e anche i Tevana3. L’album Mieron Tiellä dei Tevana3 (2011) fu il primo album metal di sempre in cui le chitarre furono completamente rimpiazzate dal kantele elettrico. In effetti, ebbi il mio slancio già nel 2011 con i Tevana3. Il kantele elettrico distorto attirerà l’attenzione, anche nei notiziari finlandesi! Ebbi concerti e molta pubblicità, ebbi addirittura un produttore per il mio album solista, ma le cose si incasinarono e in qualche modo si fermarono. Lo slancio scomparì. Ho fatto un eccellente lavoro pionieristico, ma a nessuno interessava più. Forse è per questo che mi importava di promuovere più di tanto il secondo album dei Tevana3, Peräpohjolan Takana. Andai anche incontro alla depressione in quel periodo, quindi non avevo abbastanza energie per commercializzare o promuovere qualcosa. Quando ebbi di nuovo la possibilità di fare il mio album solista di debutto alle mie condizioni, volevo renderlo ancora più unico, così sarei stato notato di nuovo. Decisi di rimpiazzare persino il basso con il kantele basso, quindi mi sono comprato un kantele basso! E quindi mi sono chiesto: “Dovrei anche rimpiazzare la batteria?”, e la risposta fu – ovviamente – SÌ!! Parlai con Pekka Konkela, il mio vecchio collega di lavoro. Lui è un vecchio hippie che vive nei sobborghi di Helsinki, bevendo moonshine e vodka nella foresta. È anche un eccellente batterista. Ha creato l’intero set di batteria da percussioni etniche e batterie degli sciamani! Adoro il modo con cui suona blast beat con quella! Praticamente voglio mostrare al mondo intero che puoi sempre pensare diversamente. Non devi fissarti sulle vecchie abitudini e fare musica sempre allo stesso modo di prima. Puoi sempre creare qualcosa di nuovo e usare l’immaginazione. Sì, puoi anche fare metal con il kantele! Ovviamente essere un pioniere della musica è un carico molto frustrante e pesante da portare: molte persone non capiscono i nuovi suoni e i diversi approcci. Ho scelto la mia fede, perciò porto avanti la bandiera nera del pioniere del kantele metal fino alla fine dei miei giorni!

Alcune canzoni, penso a Hämärästä Aamunkoihin e Korpien Kutsu, suonano diverse dalle altre, con uno stile quasi ambient folk. Il risultato secondo me è molto bello e, soprattutto per la seconda, mi sono venuti in mente i Wardruna degli esordi. Cosa puoi raccontarci di queste due canzoni? Ti piacciono i Wardruna?

È sempre divertente vedere come le persone ascoltano le mie canzoni, dal momento che è una nuova esperienza. E le persone ascoltano le cose diversamente, visto che ascoltano musica diversa e hanno gusti musicali diversi. Ad esempio Korpien Kutsu è una delle canzoni più pesanti dell’album! Prendo più ispirazione dal black metal norvegese ed estone! Hämärästä Aamunkoihin è tipo una ballata nel mio album. In quella canzone ero ispirato dal blues. C’è persino un lieve blues suonato alla fine della canzone. I Wardruna mi piacciono molto, li ascolto mentre scrivo le mie storie e i miei poemi. Comunque, è molto diversa dalla mia musica: la mia è ancora metal.

Vuoi dirci qualcosa sui testi? Ti confesso che ho trovato strani quelli di Kymmenen Kyrvän Nimeä (tr.: Ten Names Of Cock) e Nuole Mua (tr.: Lick Me): sembrano dei Motley Crue! 🙂

I testi sono una cosa molto importante nella mia musica. Lo è sempre stato, da quando, dopotutto, sono un abile scrittore. In questo particolare album sono molto aperto con i miei testi. Hanno a che fare con molti problemi. Ovviamente sono sulla mitologia (Otson Voima), sciamanesimo Finno-Ugrici (Voima), misticismo della foresta (Korpien Kutsu), occultismo (Manalan Valtikka) ecc., ma anche sui sentimenti umani e su pensieri oscuri. Ci sono canzoni sull’insonnia (Hämärästä Aamunkoihin), sulla depressione e sui pensieri suicidi (Honkajuurella asunto), sulle conseguenze di un’infanzia traumatica. Come disse James Hetfield: “Never opened myself this way” (non mi sono mai aperto in questo modo). I testi portano una sfumatura e un tono molto profondo alle canzoni. Ma poi, di nuovo, dovevo scrivere canzoni gioiose per controbilanciare quelle oscure. Anche in questo, come con il kantele, volevo fare le cose diversamente. Uno dei cliché più irritanti nel folk metal sono le drinking songs. Non mi piacciono. Invece, volevo suonare con i cliché dell’heavy metal d’oro degli anni ‘80! Il che mi ha portato a scrivere canzoni sul sesso. Personalmente preferisco di più fare canzoni sull’amore che essere un coglione ritardato ubriaco. Ovviamente puoi sentire le influenze dei Kiss in questo! E perché no? I Kiss sono una delle mie band preferite, sin dall’infanzia. L’heavy metal anni ‘80 è ovunque in molte canzoni nell’album. Nuole Mua, Kymmenen Kyrvän Nimeä e Manalan Valtikka sono tutte fatte nella vena dei Kiss, Iron Maiden e Judas Priest. Il metal anni ‘80 è uno dei miei generi preferiti e può essere sempre sentito nella mia musica. Amo scrivere canzoni sul sesso! Nella canzone Tulisydän si parla persino di un modo molto diretto di baciare e fare l’amore con la lingua. Nula Mua è un tributo a Lick It Up dei Kiss e Kymmenen Kyrvän Nimeä è in realtà un vecchio poema del folklore finlandese! Sì, i finlandesi erano molto diretti nel passato. Nei poemi folk finlandesi si dicevano le cose come erano nella realtà. È come un incantesimo per risvegliare la mascolinità che è in te. Il coro è l’unico mio testo in Kymmenen Kyrvän Nimeä, altrimenti è preso direttamente dall’ archivio del folklore finlandese.

A mio parere il disco ha un solo difetto, che però rovina parzialmente la bontà della tua proposta: la produzione. Sei d’accordo con me e pensi che una produzione migliore avrebbe giovato alla tua musica?

Le persone me lo hanno già detto questo. Forse molti sono abituati ad ascoltare musica in questa nuova era dell’MP3, nella quale tutto è fatto perfettamente. Il suono è chiaro, tutto è pulito e tutta la musica e i testi sono pieni di stupidi cliché e di cose che non sono interessanti. Ma non è questo il modo nel quale mi piace la mia musica. Mi piace che la mia musica sia cruda, violenta, trasparente e appassionata. Può essere poco prodotta, ma almeno la musica è onesta! È fatta da umani, non da produttori robot che la perfezionano. Ho perfino lasciato alcuni errori nelle canzoni, visto che voglio essere sincero con la mia musica. Ovviamente spaventa alcune persone, ma che cazzo me ne frega! Personalmente preferisco avere mille fan leali che un milione di fan che non apprezzano la musica e l’artista. Ovviamente la mia musica potrebbe seguire un percorso diverso e potrebbe farmi diventare più famoso con la sovraproduzione. Ma di nuovo: non sarebbe più la mia musica. Tradirei me stesso e i miei fan. Preferirei spararmi in testa che deludere i miei fan. E anche se trovassi la via per mixare le qualità uniche della mia musica con la produzione di alta qualità, i produttori esterni sono sempre il problema. In Finlandia quei ragazzi non capirebbero nemmeno l’idea di usare il kentele elettrico e distorto invece della chitarra che è il punto principale della mia musica! Non sanno pensare fuori dall’ordinario. Ho negoziato con alcuni di quei produttori e ingegneri del suono, ma è sempre finita con terribili litigi e forti disaccordi. Non voglio né perdere il mio tempo né la mia energia con quei cazzoni. Preferisco usare le cose che mi si addicono di più. Ovviamente anche nelle produzioni l’obiettivo sarà sempre quello di fare le cose meglio dell’ultimo disco, ma voglio avere tutte le redini nella mia mano. Nell’atteggiamento sono un punk rocker in quel senso.

Quando ho saputo della tua proposta musicale ho subito pensato ai Fejd dei primi lavori, quando nei dischi non c’erano le chitarre. Conosci la band svedese e in caso cosa pensi di loro?

Non li ho ascoltati ma il nome è familiare.

Hai scritto oltre trenta testi per i Korpiklaani, e sempre per loro hai preso parte alle registrazioni per Voice Of Wilderness e Tales Along This Road. Come sei entrato in contatto con la band di Jonne Järvelä e perché la collaborazione è terminata dopo Manala del 2012?

Amavo gli Shaman, la band che Jonne aveva prima dei Korpiklaani. Cantavano in lingua Nord-Sámi, che è la lingua indigena del nord Fennoscandia. Il mio amico Hittavainen fu accettato a suonare il violino negli Shaman ancor prima che cambiassero nome in Korpiklaani. Così ho conosciuto anche Jonne. Personalmente non amo i primi due album dei Korpiklaani. La ragione principale è che i testi erano scritti per lo più in inglese. Se fai qualcosa che di folkloristico, è ovvio che ha a che fare sempre con la tua lingua madre. Secondo me, se le band folk metal finlandesi scrivono i testi in inglese non è folk metal per me perché non è più culturalmente finlandese. È un’aggiunta alla musica inglese ed è culturalmente fuori dalla musica scritta in finlandese. È il tradimento alle nostre stesse radici, l’opposto di tutto ciò che il folk metal rappresenta! È molto anti-folk, in realtà, se usi l’inglese invece della tua lingua madre. Ho parlato con Jonne e gli ho chiesto “perché non scrivi i tuoi testi in finlandese?”. Jonne disse che i testi sono sempre la parte più difficile per lui. Gli ho detto che lo potevo aiutare, e così iniziò la collaborazione. Fu un buon periodo, e significa molto per me. L’ultimo testo che ho scritto per i Korpiklaani fu Ruumiinmultaa del loro album Manala. Dopo di questo ero un po’ senza forze e volevo concentrarmi di più sulla mia musica. Era il tempo nel quale tentavo di sfondare con i Tevana3, senza successo. In quel momento ero talmente frustrato che non offrì ai Korpiklaani molti dei miei testi, da allora l’altro paroliere aveva già preso il mio posto. E ovviamente avevo anche la depressione in quel momento. Ma ora è storia e sono sereno con il modo in cui si sono evolute le cose. Mi sono dato una seconda possibilità. Il mio album solista è fuori ora e i Korpiklaani ora suonano meglio di come suonassero prima! Il loro nuovo album è sensazionale e in molte cose suona come ho sempre voluto che suonassero i Korpiklaani. Mi piace veramente tanto e visto che non sono più il paroliere, posso apprezzare fino in fondo la loro nuova musica come un vecchio fan.

Hai inciso anche per gli Auringon Hauta, band che a me piace molto. Puoi raccontarci qualcosa a proposito di questa collaborazione?

Janne Väätäinen degli Auringon Hauta è un mio vecchio amico e, visto che abbiamo interessi in comune, fui invitato a registrare con loro. Ho fatto le voci in entrambi i loro album e ho anche scritto delle canzoni del primo album insieme a loro. Janne in realtà suonava la batteria nei Tevana3 ed è stato anche l’ingegnere del suono mentre io registravo le mie parti con il kantele basso. Sono stati registrati ad Imantra, nell’est della Finlandia, nell’home studio di Janne.

Il disco è stato pubblicato dall’italiana Earth And Sky Productions: chi ha contattato chi? Perché hai scelto la EAS e come ti stai trovando?

Marian Robert Peron della Earth And Sky Productions mi ha contattato lui per primo. Voleva ripubblicare il vecchio materiale della mia vecchia band folk rock, i Poropetra. Quindi io ho proposto che il mio album solista fosse fatto per primo e abbiamo trovato un accordo. Anche la compilation dei Poropetra uscirà quest’anno, forse già in estate. Sono veramente contento di lavorare con la Earth And Sky Productions e tutto è finito bene. Il mio album ha avuto ottime recensioni, decine di migliaia di ascolti su Spotify, i miei video musicali sono stati guardati largamente e al momento sono molto impegnato a fare interviste in tutto il mondo. Sono molto soddisfatto di lavorare con la Earth And Sky Productions. Parliamo spesso con Marian Robert Peron e tutte le volte facciamo dei nuovi piani per il futuro. Questo è eccezionale!

La grafica del cd è stata affidata a Tapio Wilska, che i lettori ricorderanno per aver cantato nell’eccellente Nattfödd dei Finntroll. Avete lavorato insieme per realizzarla o è tutto lavoro di Wilska? Ci vuoi dire qualcosa in più su copertina e grafica?

Come stavamo programmando con la Earth And Sky Productions di rilasciare il mio album, avevo bisogno di un bravo graphic designer. Ho chiesto su Facebook “c’è qualcuno tra i miei amici interessato a fare le grafiche per l’album?”. Wilska ha risposto alla mia richiesta e ci siamo accordati. Conosco Wilska dal 2010, la scena metal finlandese è davvero piccola. La cover, le fotografie sono fatte prevalentemente da me e tutto il resto esisteva già. Wilska doveva solo metterle insieme. La cover è un artwork fatto dal talentuoso artista Jenni Nisula. Ha il cosmo, l’albero del mondo preso da molti miti della creazione dei popoli Finno-Ugrici e il simbolo della ruota dentata. In finlandese la ruota dentata è chiamata “Kannuksenpyörä” e simboleggia il sole e la vita nei molti popoli Finno-Ugrici, come i Finnici, gli Estoni, i Võru, i Mari, i Mordvin, gli Udmurt ecc. È anche un portale per la terra dei morti. Volevo che questi elementi fossero inclusi nella cover.

Il disco è uscito come autoprodotto due anni fa, ma è da poco disponibile con il marchio Earth And Sky Productions: stai lavorando al successore di Sydämeni Kuusipuulle? In caso, puoi anticipare qualcosa?

Sydämeni Kuusipuulle è stato pubblicato prima come un MC dalla label finlandese Kuoriaiskirjat. Abbiamo fatto un’edizione veramente limitata di quel cd, e sì, questo è già il terzo anno dell’album e lo sto ancora promuovendo, heh! Al momento sto scrivendo del materiale per il secondo album da solista e altra roba sempre da solista. Tutto quello che posso dire è che dovete solo aspettare e vedrete come vi sorprenderò!

Cosa ti piace ascoltare quando sei a casa? Ci sono dischi/gruppi della tua zona che ci vuoi segnalare?

Dato che scrivo le mie storie mi piace ascoltare molta musica dungeon synth. C’è un’ottima playlist su Spotify di questo tipo di musica. Posso raccomandare una band svedese, gli Örnatorpet. Ascoltateli! Creano dei paesaggi sonori favolosi con la loro musica.

Ti ringrazio per la disponibilità: puoi aggiungere tutto quello che vuoi!

Grazie a te per l’intervista. Per tutti i fan e i lettori: state al sicuro prendetevi cura gli uni con gli altri! Supportate la mia musica e comprate il mio album Sydämeni Kuusipuulle! E dopo che questo covid-merda sarà finito verrò a suonare a voi tutti!

ENGLISH VERSION:

Your name is not very famous in Italy, so I would start with the classic presentation.

Ciao! I’m Juha Jyrkäs. I’m a Finnish author and musician. I play pagan heavy metal with electric and bass kantele! Kantele is the ancient Finnish string-instrument. I wrote lyrics to folk metal band Korpiklaani during the years 2006-2012. I’ve also had two bands in the past. Poropetra and Tevana3. Poropetra was more of folk rock and Tevana3 experimental extreme metal with electric kantele. I’ve played solo gigs for over thirteen years now. And now my debut solo album, Sydämeni Kuusipuulle is out! Listen it!

When and how did your passion for kantele was born?

It was in the spring 2002. I was jamming with my friends with folk instruments. I picked up five-stringed kantele. Before that, I didn’t know how to play it, but I learned very quickly how to create some tunes. That’s how it started. I was already planning to make music of my own, mixing with Finnish folk and metal, so I started with kantele. That was the spark that lead to the wildfire I am now.

In the booklet you write with pride that in the album there aren’t guitars, keyboards and drums: where does the desire to “remove” these instruments and to replace them with the various versions of the kantele come from?

It’s more of an natural evolution, dealing also with the fact that I can’t play any other instrument than kantele! Somewhere around 2007 and 2009 I was very bored with all folk-related stuff. I needed to take a break from it. Actually, if I had had skills to play guitar or bass, kantele would have been left out. I wanted to play some good old 80’s style heavy metal! I actually tried to learn to play bass, but it was too slow for me. Thus I got back to kantele. I said to myself: “Can I electrify kantele and make it more metal instrument?” I bought myself my first electric kantele in 2010 and some amplifiers too. It was the turning point when I heard the first kantele distortion. I knew I was creating something totally new. I founded my solo project and also Tevana3. Tevana3’s Mieron Tiellä album (2011) was the first metal album ever in which guitars were totally replaced with electric kantele. In fact, I had my momentum already back then in 2011 with Tevana3. The electric kantele distortion got attention, even in Finnish news broadcast! I got gigs and much publicity. I even had a producer for my solo album! But things got messed up and somehow it just stopped. The momentum faded away. I did an excellent pioneer job, but nobody didn’t care anymore. Perhaps that’s why I didn’t care to promote Tevana3’s second album, Peräpohjolan Takana, so much. I went through depression that time also, so I didn’t have even strength enough to market or promote anything. When I had the chance finally to make my debute solo album with my own terms, I wanted to make it yet more unique, so that I would be noticed again. I decided to replace even bass with bass kantele, so I bought myself a bass kantele! And then I wondered: should I also replace drums? And the answer was – of course – YES!! I talked to Pekka Konkela, the old work buddy of mine. He is the old hippie living in the outskirts of Helsinki, drinking moonshine vodka in the forest. He is also an excellent drummer. He created the whole drum set from ethnic percussions and shaman drums! I love the way he plays blast beats with it! Basically I want to show the whole world that you can always do things differently. You don’t have to stuck with old habits and do music always the same way it has done before. You can always create something new and use your imagination. Yes, you can make metal music with kantele too! Of course being a musical pioneer is also very hard and very frustrating burden to carry: many people just don’t get the new sound and the different approach. But there has to be somebody to show the way that you can be more and you can do things your own way. I’ve chosen my faith, thus I carry the black pioneer flag of kantele metal proudly to the end of my days! 

Some songs, I think Hämärästä Aamunkoihin and Korpien Kutsu, sound different from others, with a sound that is almost ambient folk. The result in my opinion is stunning and, particularly for the second one, early Wardruna came to my mind. What you can tell us about these two songs? Do you like Wardruna?

It’s always funny to listen how people hear my songs, since it’s always a new experience. And people do hear things differently, since they listen different music and they have different music taste. In example Korpien Kutsu is namely one of the most heaviest songs on the album! I drew more inspiration from Norwegian and Estonian black metal! Hämärästä Aamunkoihin is kinda “ballad” on my album. In that song I was inspired with blues music. There’s even some slight bluesy jamming in the end of the song. I like Wardruna a lot. I listen it as I write my stories and poems. However, it’s very different from my music. My music is still metal.

Would you like to tell us something about the lyrics? I must confess you that I find strange the lyric of Kymmenen Kyrvän Nimeä and Nuole Mua: they seems Mötley Crüe’s lyrics! 🙂

The lyrics are very important thing in my music. It has always been, since, afterall, I’m a skilled writer. In this particular album I’m very opened with my lyrics. They deal with many issues. Of course they are about Finnish mythology (Otson Voima), Finno-Ugric shamanism (Voimaa), forest mysticism (Korpien Kutsu), occultism (Manalan Valtikka) etc., but also with human feelings and dark mindsets. There are songs about insomnia (Hämärästä Aamunkoihin), depression and about suicidal thoughts (Honkajuurella Asunto), the aftermaths of an broken childhood. Like James Hetfield said: “Never opened myself this way.” The lyrics bring very deep, profound and dark undertone to the songs. But then again, I had to write the joyful lyrics also to counterbalance the dark ones. In this, like with kantele, I wanted to do things differently too. One of the most irritating clichés in folk metal are the drinking songs. I dislike them. Instead, I wanted to play with the clichés of the golden 80’s heavy metal! Which brings me to write songs about sex. Personally I like more of making love than being a drunken retard and wasted asshole. Of course you can sense the influence of Kiss in this! And why not? Kiss is one of my all time favourite bands, ever since from my childhood. The 80’s heavy metal is all over in many songs in the album. Nuole Mua, Kymmenen Kyrvän Nimeä and Manalan Valtikka are all made in the vein of Kiss, Iron Maiden and Judas Priest. 80’s metal is one of my favourite genres and it can always be heard in my music. I love writing songs about sex! In the song Tulisydän there’s even mentioned very straightforward way tongue kissing and making love. Nuole mua pays tribute to Kiss’ Lick It Up and Kymmenen Kyrvän Nimeä is actually an old Finnish folk poem! Yes, Finnish people used to speak very straight in the past. In Finnish folk poetry they say the things as they are. It’s a kinda spell to awake the manhood inside you. The chorus is the only text of my own in Kymmenen Kyrvän Nimeä. Otherwise it’s straight from the Finnish folk archives.

In my opinion the album has only one lack, which, however, partially ruins the goodness of your proposal: the production. Do you agree with me and do you think that a better production would have benefit your music?

People has said that to me before too. Perhaps so many are used to listen this new MP3-era music, in which everything has done perfectly. The sounds are polished, everything is clean, there are no errors, and all the music and lyrics are filled with stupid clichés and things that aren’t interesting. But that’s not the way I like my music. I like my music to be raw, violent, straightforward and passionate. It may be low produced, but at least the music is honest! It’s made by humans, not by polishing producer robot. I even left some errors in the songs, since I want to be sincere with my music. Of course it scares away some people, but so fucking what, then it does so! Personally I’d rather take 1000 loyal fans than million fans that don’t actually like the music and the artist. Of course my music would turn a different path and it could get me more famous with overproducing. But then again: it wouldn’t be my music anymore. I would betray myself and my fans. I’d rather shoot myself to the head than let my fans down. And even if I’d found the way to mix my music’s unique qualities with high production values, the outside producers are always the problem. In Finland those guys won’t ever get the idea of using distorted electric kantele instead of guitar – which is namely the main point in my music! They can’t think outside the box. I’ve negotiated with some of those producers and sound engineers, but it has always ended up with terrible argue and strong disagree. I don’t want to waste my time nor my energy with those dicks. I rather use the things that suite better for me. Of course in the production too, the goal is always to do things better than in previous records in the future, but I want to keep all the strings in my own hands. In attitude, I’m a punk rocker in that sense.

When I heard about your musical proposal, I immediately thought of Fejd in the early works, when there weren’t guitars on the records. Do you know the Swedish band and in case what do you think of them?

I haven’t heard them but the name is familiar.

You wrote over thirty lyrics for Korpiklaani, and you also took part in the recordings for Voice Of Wilderness and Tales Along This Road for them. How did you get in touch with Jonne Järvelä’s band and why did the collaboration end after 2012’s Manala?

I loved the band Shaman that Jonne had before Korpiklaani. They sang in North-Sámi language, which is the indigenous language of the northern Fennoscandia. My friend Hittavainen was accepted to play violin in Shaman even before the band changed to Korpiklaani. Thus I get to know with Jonne too. Personally I didn’t like the two first Korpiklaani albums. The main reason for this was the fact that the lyrics were written mostly in English. If you do anything folk-related, it should go without saying that it has to do always with your native tongue. In my opinion, if Finnish folk metal band writes the lyrics in English, it’s not folk metal to me, because it’s not culturally Finnish anymore. It’s an add to music written in English language and it’s off from the music written in Finnish. It’s the betrayal of your own roots – the opposite for everything that the traditional folk music stands for! It’s more of anti-folk metal, actually, if you use English instead of your native language. I talked to Jonne and asked why don’t you do your lyrics in Finnish. Jonne said that the lyrics were always the hard part for him. I said I can help with it. And so the collaboration started. It was a good era and it means very much for me. The last lyrics I wrote to Korpiklaani were lyrics in the song Ruumiinmultaa at their Manala album. After that I kinda was out of juice and I wanted to focus more with my own music. It was the time I tried to break through with Tevana3, without success. At that point I was frustrated that I didn’t offer Korpiklaani more of my lyrics, since the other lyricist had already taken my place. And of course, I had the depression back then too. But now it’s history and I’m ok the way things have turned out. I got myself another chance now. My solo album is out now and Korpiklaani sounds nowadays better than it has sounded ever before! Their newest album is a killer and in many ways done in the way that I always wanted to Korpiklaani to sound like. I like it very much and since I’m not the lyricist anymore, I can fully enjoy their new music as an old fan.

You also recorded something for Auringon Hauta, a band I like a lot. Can you tell us something about this collaboration?

Janne Väätäinen from Auringon Hauta is my old friend and since we had mutual interests, I was invited to record with them. I did some vocals in both of their albums and also co-wrote some lyrics in their first album too. Janne actually played drums in Tevana3 and he also was the sound engineer as I was recording my bass kantele parts. They were recorded in Imatra, in East Finland, in Janne’s home studio.

Your album was released by the Italian Earth and Sky Productions: who contacted whom? Why did you choose Earth and Sky Productions and how are you finding yourself with them?

Marian Robert Peron from Earth And Sky Productions contacted me first. He wanted to re-publish the old material from my old folk rock band, Poropetra. Then I offered my solo album to be done first. And then we made the deal. The Poropetra compilation is also coming out during this year, perhaps already in the summer. I’ve been very pleased to work with Earth And Sky Productions and everything has turned out well. My album has got good reviews, tens of thousands streams in Spotify, my music videos have been watched widely and currently I’m very busy with giving interviews to all over the globe. I’m very satisfied to work with Earth And Sky Productions. We talk often with Marian Robert Peron and all the time we make some new plans for the future. This is great!

The cd’s graphics were entrusted to Tapio Wilska, who our readers will remember for singing in Finntroll’s excellent Nattfödd. Did you work together to make it happen or it’s all Wilska’s work? Would you like to tell us a little more about the cover and graphics?

As we were planning with Earth And Sky Productions to release my album as a CD, I was in a need of a good graphic designer. I asked in Facebook, is any of my friends interested in about doing the graphics to the album. Wilska answered to my call and we made the deal. I’ve known Wilska already from the year 2010; the Finnish metal scene is very small. The cover, photographs taken mostly by me, and everything else already existed. Wilska only had to wrap them up together. The cover is the artwork made by young talented artist called Jenni Nisula. It has the cosmos, the world tree from many creation myths of Finno-Ugric peoples and the octagram symbol. In Finnish the octagram is called “kannuksenpyörä”. It symbolizes the sun and life in many Finno-Ugric peoples, like Finns, Estonians, Võru people, Mari, Mordvin, Udmurt etc. It’s also a gateway to the land of the dead. I wanted those elements to be included into the cover. 

The album came out as an MC two years ago, but has recently been available under the Earth and Sky Productions brand: are you working on Sydämeni Kuusipuulle‘s successor? If so, can you anticipate something?

Sydämeni Kuusipuulle was published first as an MC by Finnish label Kuoriaiskirjat. We made very limited edition with it. And yes, this is already a third year with the album and I’m still promoting it, heh! Currently I’m writing material for the second solo album and some other solo stuff as well. All I can say is that you just have to wait and see how I’m going to surprise you!

What do you like to listen to when you are at home? Are there any records/groups in your area that you want to report to us?

As I write my stories I like to listen very much dungeon synth music. There’s a good playlist in Spotify for it. I can recommend a Swedish band Örnatorpet. Just listen it! They create a fabulous soundscapes with their music.

Thank you for the availability: you can add whatever you want!

Thank you for the interview. For all the fans and readers: stay safe and look after each other! Support my music and buy Sydämeni Kuusipuulle album! And after this corona-shit is over, I’ll come play to you all!

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