Vansind – MXIII

Vansind – MXIII

2021 – EP – autoprodotto

VOTO: 7,5 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: J. Asgaard: voce – Line Burglin: voce – Thor Hansen: chitarra – Gustav Solberg: chitarra acustica – Morten Lau: basso – Danni Jelsgaard: batteria – Rikke Klint Johansen: tastiera, tin whistle

Tracklist: 1. Fra Fremmed Kyst – 2. Den Farefulde Færd – 3. Gæstebudet

A due anni dalla nascita i danesi Vansind pubblicano l’EP MXIII, lavoro che colloca la band di Slagelse sulla cartina del folk metal europeo. Nella semplicità di questo tre pezzi, c’è un po’ tutto quello che i fan del folk metal si aspettano da un lavoro del genere: chitarre roboanti sorrette da una sezione ritmica potente, melodie a volontà e atmosfere in grado di emozionare l’ascoltatore a seconda dello stile e delle tematiche trattate. Tutto questo lo troviamo in MXIII che, nella sua brevità (sedici minuti totali) mette comunque in mostra il talento dei Vansind. La principale caratteristica del gruppo è nel doppio cantato uomo/growl – donna/clean che viene utilizzato saggiamente e, soprattutto, vede due cantanti dotati di espressività nei loro stili. In alcuni momenti è riconoscibile l’influenza dei compatrioti Svartsot, magari quelli meno aggressivi, ma c’è da dire che i ragazzi ce la mettono tutta per cercare una via personale in un genere nel quale non sempre è facile trovarla.

La prima cosa che balza all’orecchio ascoltando questo MXIII è la buona produzione, equilibrata e potente, opera di Kristian Emil Øgir, ex assistente del guru Tue Madsen. L’opener Fra Fremmed Kyst, nella sua brevità, riassume il discorso musicale dei Vansind 2021, con il gustoso alternarsi delle voci, cambi di tempo e quel senso melodico che anche nei momenti più aggressivi non si allontana più di tanto. Den Farefulde Færd suona tipicamente extreme folk metal con tempi cadenzati, growl profondo e un efficace lavoro delle chitarre, con gli interventi di Line Burglin che portano dolcezza in un mare in tempesta. L’ultima canzone dell’EP, Gæstebudet, inizia nella maniera più classica (e funzionale) possibile, con accordi aperti e il tin whistle a prendersi i riflettori; le due voci sovrapposte funzionano alla grande e i continui interventi del flauto rendono tutto più accessibile e orecchiabile. Con oltre sette minuti di durata Gæstebudet è la canzone più lunga e complessa del lotto, con uno stacco acustico dopo metà composizione che dà la giusta carica alla prevedibile ripartenza, portando a conclusione un lavoro (al momento solo digitale) veramente godibile.

La Danimarca è una terra che ha dato pochi ma talentuosi gruppi alla scena folk metal e i Vansind, ultimi arrivati, sembrano essere in grado di competere con i vari Huldre, Heidra e Svartsot. MXIII è un buon inizio e se il buon giorno si vede dal mattino…

3 thoughts on “Vansind – MXIII

  1. Mi fai venire voglia di andarmene al Puled…ehm! Cavallino Imbizzarrito, ordinare una pinta scura e ascoltarmeli tutti d’un fiato!

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