MONTELAGO CELTIC FESTIVAL – XX EDIZIONE
5 AGOSTO 2023, ALTOPIANO DI COLFIORITO (MC)

Testo di Persephone e Mister Folk, foto di Mister Folk.
Sono le cinque della domenica mattina quando stancamente ci avviamo alla macchina che per un paio di ore fungerà da tenda. Mentre percorriamo quel quarto d’ora che divide Montelago Celtic Festival e il parcheggio “sicuro” lontano dal fango, c’è modo di pensare e commentare tutte le cose che ci sono capitate durante la giornata.
La prima cosa che ci diciamo – a onor del vero ce lo diciamo tutti gli anni – è che stare a Montelago è come stare a casa. Sì, delle 15000 persone ne conosciamo forse 100, ma il clima che si respira è quello di una grande famiglia. Stai a Montelago e stai bene. Non succede spesso, anzi, forse non succede mai quando si va a festival o concerti: stai lì, aspetti il gruppo sul palco, cerchi di farti spazio per avere una visuale migliore mentre vorresti che tutti gli altri scomparissero come per magia. La magia di Montelago, invece, sta proprio nel godere tutti insieme degli spettacoli, delle attività e della vita del festival. Sul main stage ci sono i Violons Barbares e non pesa il fatto che ci siano altre migliaia di persone che stanno lì, magari “oscurando” la vista, ad assorbire l’energia del power trio. Si legge spesso, ovunque, quasi sempre utilizzato in maniera insensata, il termine “famiglia”, ma la famiglia di Montelago esiste veramente e girando tra le tende, gli stand o in fila per la cena la senti che vibra e ti dà quell’energia che altrimenti, dopo giorni frenetici di lavoro e viaggi, non si potrebbe avere. E invece si sta in piedi fino alle 5, perché i gruppi sul palco sono bravi, vogliamo vederli anche se le gambe non ce la fanno più. Sì, i The Rumpled non li abbiamo visti da vicino perché mentre suonavano stavamo mangiando dei buoni pancake alla cioccolata prima di dirigerci verso la macchina, ma sicuramente si può dire che la band trentina ha fatto ballare e divertire quanti rimasti nei pressi del palco.
È stata una lunga giornata, iniziata nel pomeriggio, con appuntamenti saltati, incontri mai avvenuti, il costante terrore di un nuovo acquazzone e un po’ di buon alcool che in questo contesto ci sta sempre bene. A proposito di maltempo, un grande ringraziamento all’organizzazione per come ha gestito il problema della pioggia e del fango, prendendo decisioni importanti in tempi brevi pensando innanzitutto all’incolumità del pubblico. Proprio a proposito dell’organizzazione dobbiamo dire che quest’anno, ancor più delle scorse edizioni, ci ha stupito per i dettagli che hanno reso la vita di noi pubblico più semplice. Negli anni sono stati fatti importanti passi in avanti (chi si ricorda, per esempio, il campo tende nel 2008, senza luce, “vie” di riferimento e strade battute?), ma ora si è arrivati a un livello di quasi perfezione che sinceramente mai abbiamo visto altrove.
E poi c’è la musica, da sempre regina del festival. Tanti gruppi che spaziano tra generi e stili diversi, uniti dal filo conduttore che si chiama qualità. Dal folk metal degli Haegen al pagan folk dei Daridel, passando per i fantastici Violons Barbares che uniscono folk mongolo, bulgaro e francese con un’energia incredibile, e gli attesi Faun, autori di una prova sognante, malinconica e di rara intensità (tra l’altro gentilissimi quando incontrati nel backstage), tutte le band che si sono alternate tra main stage e Mortimer Pub sono state all’altezza della situazione, riscuotendo applausi e tanta energia da parte del pubblico. I The Sidh portano un sound diverso dagli altri tra cornamuse e basi dubstep che comunque riscuote successo, mentre i lombardi Furor Gallico – chiamati all’ultimo minuto in sostituzione dei Fiddler’s Green – hanno mostrato i muscoli eseguendo i brani dai loro tre album, con tanto di ospitata dell’ex membro Maurizio Cardullo al flauto per le canzoni Banshee e La Caccia Morta, da sempre “hit” amata da quanti amano il folk metal.
Montelago, però, è anche tanto altro. Ci sono moltissimi stand per acquistare oggettistica di tutti i tipi, i divertenti giochi celtici, i corsi di strumenti tradizionali come violino, cornamusa scozzese e iberica, tin whistle, arpa celtica, organetto, chitarra acustica, bouzouki e percussioni, le interessanti conferenze nella tenda Tolkien, i corsi di artigianato, i matrimoni celtici (noi qui ci siamo sposati per la prima volta nel 2013, esattamente dieci anni fa, quindi siamo legatissimi a MCF), il campo storico con tanto di scontri e rievocazione di battaglie, attività legate alla cucina fantasy e medievale, falconeria, arceria e le sempre frequentatissime danze celtiche/irlandesi. Ce n’è veramente per tutti i gusti e il problema, semmai, sta nel dover scegliere cosa fare o vedere nel tempo che si ha a disposizione. Non mancano, ma è facile immaginarlo, stand per mangiare e bere, con una grande scelta per tutti i palati e le filosofie alimentari. Noi ci siamo abbuffati con un doppio english breakfast, tante patate fritte da rendere fiero Samvise Gangee, Varnelli, sidro alla mela e alla pera, il famoso “paccatello” marchigiano, un paio di panini offerti da amici e vini speziati: da veri hobbit quali siamo abbiamo fatto il nostro dovere!
Col calare delle tenebre vengono accesi i Fuochi Sacri, la gente infreddolita e ammaliata dalle fiamme si siede lì vicino, quasi ipnotizzata. Quello che riesce a fare il fuoco è incredibile, fa avvicinare persone sconosciute, che si parlano e fanno conoscenza. Sul palcoscenico si susseguono le musiche, il popolo di Montelago Celtic Festival si divide tra i vari eventi, gli stand e le tende, tutti uniti dalla magia che solo l’altopiano di Colfiorito sa regalare.
Grazie Montelago Celtic Festival, la tua ventesima edizione – nonostante le difficoltà del secondo giorno – è stato un successo. Sarà difficile aspettare quasi un anno, ma ci faremo forza pensando al prossimo incontro sotto la gigantesca arpa, aspettando sorrisi e buona musica.
























































































Ho sempre voluto andarvi, ma non ho mai potuto.
Articolo interessante, con belle foto… tranne una!
è un festival da fare assolutamente, tante cose interessanti e divertenti… e sempre bella musica! QUELLA foto meritava di finire sul web 😀
Hehehehe!