Vallorch: The Circle

Vallorch – The Circle

2025 – full-length – Rockshots Records

VOTO: 8 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Sara Tacchetto: voce, cornamusa, flauti – Mattia Buggin: chitarra – Leonardo Dalla Via: basso, voce – Massimo Benetazzo: batteria – Marco “Folk” Povolo: tastiera, bouzouki

Tracklist: 01. To The Silver Summit – 02. Hellpath – 03. Circle Of The Moon – 04. Drink Some More! – 05. Antermoia – 06. Röte Löon – 07. Salbanéo – 08. The Wild One – 09. Dyssomnia

IN BREVE

Un’attesa lunga ben 10 anni, tra sospetti di scioglimento e annunci di insperati ritorni. The Circle, finalmente, è realtà e presenta i Vallorch in forma smagliante.

RECENSIONE

Il 2015 doveva poter essere l’anno dei Vallorch: Until Our Tale Is Told, secondo disco in studio, sembrava poter portare la band veneta verso palchi internazionali, ma qualcosa si deve essere rotto. Anni di silenzio hanno fatto pensare allo scioglimento del gruppo, mentre ora ci ritroviamo tra le mani il nuovo lavoro The Circle, uscito a dieci anni dal precedente cd. La curiosità di ascoltare la nuova musica di Sara Tacchetto e soci era tanta, ma conoscendo la metodicità dei musicisti e in particolare del bassista/cantante Leonardo Dalla Via, c’era la certezza di avere a che fare con un buon disco ancor prima di aver ascoltato una singola nota. Così è stato, con The Circle che riconsegna alla scena folk metal una band di valore che ha sfornato un lavoro maturo e dinamico, ma che soprattutto si diverte nel suonare insieme, e la cosa si percepisce immediatamente.

L’iniziale To The Silver Summit è la classica canzone che presenta le coordinate dell’intero album: la voce di Sara guida le trame musicali, tra vicinanza al symphonic metal e atmosfere tendenti al folk. Hellpath ha un tono maggiormente oscuro e si distingue per l’interessante scambio di assoli tra chitarra e tastiera. Di tutt’altro umore è Circle Of The Moon, tipico folk metal con flauto e tastiera a dipingere melodie immediate e piacevoli, con Sara che raggiunge picchi vocali non indifferenti. Arriva così il momento di Drink Some More! la quale, come intuibile dal titolo, è una piacevole, spensierata e necessaria in ogni album folk metal che si rispetti, drinking song destinata a far saltare la gente soprattutto nei concerti. Fino a questo momento si ha a che fare con un bel disco folk metal dalle sonorità classiche; la cosa interessante è che la “seconda parte” di The Circle mostra il volto dei Vallorch più intraprendenti, a partire dalla dolce Antermoia, sorta di ballad cantata in italiano dal sapore romantico che narra la storia d’amore e sofferenza tra la ninfa Antermoia e Man de fer (per approfondire i testi vi rimando all’intervista che sarà pubblicata tra non molto). Come ospiti del brano troviamo all’arpa Glorya Lyr degli Eard – freschi autori di un grande album dal titolo Melancholia – e Serena Zucco degli Adgarios al violino, preziose per portare alla composizione maggiore dolcezza. Con Röte Löon si fa protagonista la cornamusa suonata da Sara, mentre il cantato in cimbro, maschile e basso, ricorda gli Heidevolk più ispirati. La canzone, davvero bella e diversa da tutto il resto del materiale marchiato Vallorch, parla di una storica frana ancora oggi visibile che per via del terreno sembra una ferita sanguinante. Con Salbanéo si entra nel mondo di un folletto dispettoso che popola il Veneto, e non a caso la canzone è cantata nella lingua veneta, sboccata e “moderna” nei riff di chitarra, con quel “gne gne gne gne gne” destinato a diventare un vero e proprio slogan. La cornamusa apre The Wild One, bel pezzo dal doppio cantato pulito/growl, doppia cassa e orchestrazioni che rendono la composizione gagliarda e dinamica all’ascolto. The Circle si chiude con i nove minuti di Dyssomnia, suite dal minutaggio importante che scorre liscia nell’ascolto. Nel pezzo trovano spazio tanti momenti musicalmente diversi tra di loro, compresi assoli di chitarra e tastiera, ripartenze quasi power prog e altre chicche che non ci si aspetterebbe di trovare.

I quarantadue minuti di The Circle consegnano agli ascoltatori un gruppo affiatato, compatto e soprattutto molto ispirato, in grado di realizzare un disco vario e fresco, personale ma che non ha paura di provare qualcosa di nuovo. Forse i dieci anni di quasi silenzio sono stati utili per fare piazza pulita e ricominciare con entusiasmo ma anche consapevolezza. Storie e racconti del Veneto sono il cuore di The Circle, disco del ritorno e della consacrazione dei Vallorch.

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