Æxylium – Myth Of Mankind
2025 – full-length – Rockshots Records
VOTO: 8,5 – Recensore: Mr. Folk
Formazione: Sam Biganzoli: voce – Arianna Bellinaso: voce – Fabio Buzzago: chitarra – Luca Perrone: chitarra – Gabriele Cacocciola: basso – Alberto Mezzanotte: batteria – Leandro Pessina: flauto, bouzouki – Federico Bonoldi: violino – Stefano Colombo: tastiera
Tracklist: 01. Fontes Et Omnia – 02. The Queen – 03. Hexe – 04. Into Oblivion – 05. In Sorrow – 06. Myth Of Mankind – 07. Eclissi – 08. Wild Hunt – 09. Surrender – 10. Northern Lights – 11. Eternity

IN BREVE
Con Myth Of Mankind gli Æxylium confermano il topos che dice “il terzo disco è quello della maturità”, e così è grazie a un lavoro compatto, imponente e fortemente competitivo.
RECENSIONE
Chi segue questo sito lo sa, gli Æxylium sono presenti su Mister Folk fin dal loro primo lavoro, l’EP del 2016 The Blind Crow. Da allora la band lombarda ne ha macinati di chilometri accumulando esperienza tra concerti e incisioni in studio (Tales From This Land del 2018 e The Fifth Season di tre anni più tardi). Si giunge quindi al nuovo disco Myth Of Mankind, terzo full-length e prova concreta che Fabio Buzzago e soci sono ormai una band di punta del movimento folk metal, forti di un album che li consacra tra le migliori realtà europee. Si è soliti dire che il terzo disco sia quella della maturità, ma Myth Of Mankind è molto di più: è la consacrazione di un gruppo che ha sempre lavorato duro e creduto nelle proprie capacità, è la forza che può invogliare giovani e meno giovani a imbracciare strumenti e dare vita a nuova musica. Myth Of Mankind è la prova che con l’impegno e la forza di volontà si possono fare grandi cose. Soprattutto, Myth Of Mankind è un signor disco ricco di ottime canzoni.
Le anteprime del disco erano incoraggianti, con brani folk metal orecchiabili e di facile presa senza per questo risultare scontate o eccessivamente ruffiane: anche in pezzi “melodici” quando c’è da dare una bastonata gli Æxylium lo fanno senza guardarsi indietro. E così le bellissime Hexe ed Eclissi mostrano il lato maggiormente “romantico” della band, bilanciando benissimo i potenti momenti melodeath delle chitarre di In Sorrow (questa veramente estrema, anche nel cantato, e dalla struttura imprevedibile) e di The Queen. Il nuovi arrivati Sam Biganzoli e Alberto Mezzanotte, rispettivamente voce e batteria, mostrano fin dai primi minuti di che pasta sono fatti, portando concretezza e la giusta aggressività al sound della band, ora più ricco e versatile che mai. Proprio guardando indietro, dai primi passi del gruppo fino al nuovo lavoro, è possibile comprendere l’evoluzione della proposta musicale, ora meno diretta ma molto più ricca e interessante, con piccoli colpi di scena che si alternano con fasi più lineari per far respirare l’ascoltatore. Quel che è certo è che con Myth Of Mankind l’ascoltatore non smette mai di divertirsi, cinquanta minuti di folk metal con influenze estreme che non teme di sfiorare per brevi attimi il symphonic, sempre all’insegna del violino e del flauto, presenti massicciamente per rendere il tutto melodico, movimentato e, in alcuni momenti – perdonatemi – un po’ sbarazzino. Certo, il growl e lo scream della title-track rimangono in mente fin dal primo passaggio nello stereo, ma lo stesso fanno le (vincenti) melodie degli strumenti tradizionali e la bellissima voce di Arianna Bellinaso. Così la tracklist scorre velocemente e tra una Wild Hunt, Surrender (brano che in concerto dovrebbe fare sfracelli) e Into Oblivion c’è solo l’imbarazzo della scelta, perché in scaletta non ci sono filler o momenti meno ispirati.
A completare la bontà di Myth Of Mankind ci sono una produzione perfetta e un booklet splendido. Dell’audio del cd se n’è occupato Davide Tavecchia, già all’opera con Forgotten Tomb, Atlas Pain e Holy Shire, coadiuvato da Alberto Bernasconi e la coppia Buzzago/Colombo della band. Il big Gustavo Sazes (Exodus, Angra, Ereb Altor, Morbid Angel), invece, ha confezionato una copertina e un artwork di grande impatto; il booklet di sedici pagine ha delle immagini che rubano l’occhio e ben si addicono alla proposta musicale del gruppo lombardo, e sono presenti, inoltre, le foto di ogni singolo musicista e tutti i testi delle canzoni.
Gli Æxylium hanno fatto il passo che, anche vista la qualità del precedente disco, ci si aspettava, realizzando un album che per bellezza non ha nulla da invidiare ai big della scena internazionale. L’augurio è quello di vederli consacrati a livello europeo, perché la gavetta è stata fatta ed è il momento di raccogliere quanto seminato con tre full-length di ottimo folk metal.

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