Mek Na Ver – Noctivaga
2026 – full-length – Masked Dead Records
VOTO: 9 – Recensore: Mr. Folk
Formazione: Serena M.: voce, basso – Thomas A.: chitarra – Andrea S.: batteria – Emanuele T.: tastiera
Tracklist: 1. Silenzio d’Incanto E Fiele – 2. Strix – Elegia Lunae – 3. Strige – Altar Of Unspoken Vows – 4. Strigae – Canticum Nihilitatis (Il Canto Del Nulla) – 5. Strigoi – In Nihilum – 6. Ascensio Astrae (Tra Le Stelle) – 7. Sabbat – Vespera Ultima

IN BREVE
È bastato l’ascolto del singolo per capire immediatamente la qualità di Noctivaga, album destinato a far parlare di sé perché tanta qualità in 40 minuti di disco sono sempre più una rarità.
RECENSIONE
Trentanove minuti di musica che affascina e tormenta, avvolge e ferisce. Musica che fa venire voglia di ascoltarla nuovamente, subito. Noctivaga fa questo effetto, forse perché dei Mek Na Ver in pochi se ne ricordavano (il precedente album, Heresy, è del 2010), o forse perché quando è stato pubblicato il brano Ascensio Astrae (Tra Le Stelle) poco prima dell’uscita dell’album, in molti sono rimasti stupiti dall’impatto fisico ed emotivo provocato dalla canzone. Facciamo, però, un passo indietro, in maniera tale da avere chiara la storia e l’evoluzione della band.
Mek Na Ver è una band di Roma nata nel 2006 che propone un black metal molto atmosferico che non disdegna momenti più tirati e intense parti di tastiera. Alla guida della formazione capitolina c’è Serena M. (dal 2018 frontwoman degli Opera IX, ex Riti Occulti e Vidharr) alla voce e al basso, unico collegamento rimasto con i Mek Na Ver del 2010: via il cantante Algol (bassista dei Forgotten Tomb) e il tastierista Kirion (chitarrista dei Sturmkaiser), dentro a partire dal 2019 Thomas A. (ex Aborym) alla sei corde, Emanuele T. (ex Vidharr, attualmente negli Opera IX) alle tastiere e Andrea Scimò alla batteria. Noctivaga, lavoro uscito per l’ottima Masked Dead Records, rappresenta una seconda nascita della band dopo un prolungato letargo, nonché un’evoluzione del suono e dell’approccio alla musica.
L’iniziale Silenzio d’Incanto E Fiele (titolo bellissimo!) ci introduce a Noctivaga con una sorta di eleganza mistica che lascia presto spazio a Strix – Elegia Lunae, canzone che si concede momenti che bilanciano la parte più tipicamente black metal con rallentamenti (anche acustici) per un risultato di grande impatto. La successiva Strige – Altar Of Unspoken Vows prosegue su quel filone, impreziosita però dalla sublime voce di Elisabetta Marchetti (ex Inno, ex Riti Occulti); la ripresa è più aggressiva che mai, con la doppia cassa di Andrea S. a tritare tutto il possibile e quella melodia di tastiera che sul finire della canzone ti si infila in testa, non lasciandola più. Il black metal di tardi anni ’90 è ben presente in questo album e con Strigae – Canticum Nihilitatis (Il Canto Del Nulla) pare di vivere una sorta di cronaca fuori dal tempo, con un folklore oscuro e minaccioso sempre vivo. Se alcuni riff rimandano ai grandi Kampfar di inizio carriera, l’atmosfera che creano i Mek Na Ver è più tipicamente sud europea, legata al mondo dell’occulto e della stregoneria in particolare. L’inizio di Strigoi – In Nihilum è diretto e crudo, ma presto l’atmosfera cambia, la musica si fa atmosferica e i ritmi blandi. Le variazioni all’interno del brano sono molteplici e la struttura non lineare dona grande dinamismo a quella che è una vera e propria killer track. La goduria provocata da Noctivaga prosegue con Ascensio Astrae (Tra Le Stelle), pezzo da 90 che fa impallidire la quasi totalità delle band estreme, tra urla scarnificanti, atmosfere arcaiche e quelle sei corde vagamente zanzarose che in alcuni momenti sono semplicemente necessarie. L’ultima traccia del disco è Sabbat – Vespera Ultima, otto minuti e mezzo di black metal potente ed emozionante, viscerale, con un tocco sinfonico particolare perché non rimanda ai big della scena e alle orchestre negli show nei grandi festival, ma a qualcosa di atavico, fortemente collegato con la terra e la natura. Questo dei Mek Na Ver non è un semplice disco di metal estremo, ma è un viaggio sonoro e spirituale dal quale è impossibile tornare indietro.
Il cd si presenta in un bel formato digipak, con la copertina disegnata dalla stessa Serena M., mentre dell’artwork se n’è occupata Gladia Demarre: se il booklet nella sua semplicità è molto gradevole, è inconcepibile come si possa scegliere il colore grigio per le scritte su un’immagine bianca/grigia, rendendone impossibile la lettura. L’audio è stato affidato a Stefano Morabito (Scuorn, Bianca, Flashgod Apocalypse tra gli altri), nome che è una garanzia, e infatti quel che esce dalle casse dell’impianto stereo è perfettamente in linea con gli elevati standard qualitativi del metal 2026 senza però cedere a esagerazioni bombastiche o plasticose che anche nel black metal stanno purtroppo prendendo sempre più piede.
Nonostante il singolo Ascensio Astrae pubblicato a fine gennaio facesse presagire un grande album, l’ascolto di Noctivaga stupisce perché dischi di questa caratura se ne sentono proprio pochi. Diretto e concreto, dal primo all’ultimo minuto il lavoro dei Mek Na Ver è baciato dalla grazia dell’ispirazione, ma Noctivaga è anche un disco che affascina per la sua oscurità. Lavoro d’altissima qualità, assolutamente necessario possederlo.

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