Eoghan The Bard – The Bard’s Way
2025 – full-length – autoprodotto
VOTO: 7,5 – Recensore: Mr. Folk
Formazione: Eugenio “Eoghan” Cammoranesi: voce, lira, percussioni, synth
Tracklist: 1. Onward – 2. Remembrance (BW edition) – 3. Bonfire (BW edition) – 4. Nightfall – 5. My Fairy Dancer (BW edition) – 6. Greetings – 7. Figli Del Mondo Antico – 8. Here Comes The Rain (BW edition) – 9. La Festa Paesana – 10. First Light – 11. The Bard’s Way – 12. At The End Of The World

IN BREVE
Un bardo che imbracciata la lira canta di vita e viaggi con una delicatezza fuori da questo tempo. Eoghan The Bard ci invita a vivere l’esperienza ed è un piacere lasciarsi trascinare dalla sua musica evocativa.
RECENSIONE
Eugenio Cammoranesi è un musicista che ama darsi da fare e, cosa interessante, spaziare in generi estremi e non, elettrici e acustici. Lo abbiamo incontrato con gli Haegen e Aesis, ma è coinvolto anche nel The Bards Project e, da qualche anno, porta avanti un suo progetto solista dal nome Eoghan The Bard. Voce, qualche strumento a supporto, e la magia della musica si concretizza in The Bard’s Way, secondo lavoro uscito sul finire del 2025, a due anni di distanza dall’EP di debutto The Birth Of A Bard. Com’è facile intuire dai titoli si ha a che fare con un viaggio (fisico e interiore) musicato con maestria da Eugenio, musicista che ha preso ispirazione dai numerosi viaggi fatti e che gli hanno permesso di avere un’ampia visione a trecentosessanta gradi.
The Bard’s Way è un full-length (o un EP ampliato, come ama dire Eoghan) composto da dodici brani per un totale di quarantasei minuti; quattro di queste tracce sono nuove versioni di quelle presenti in The Birth Of A Bard, per l’occasione riviste e aggiornate. Esteticamente l’album si presenta molto bene, in un elegante digipak con una bella grafica e un ottimo booklet completo di testi, informazioni e foto anche dei numerosi ospiti che con il loro tocco arricchiscono ulteriormente la proposta di Eoghan The Bard. Tra i tanti vanno menzionati Alessio Bastarelli dei Kypra alla cornamusa, Nicholas “SenoN” Gubinelli (Haegen, Aesis) al bouzouki e whistle e Giulietta “Runark” Natalucci dei Runark alla ghironda, ma in realtà tutti quanti gli ospiti hanno portato qualcosa di personale alla musica, rendendo ancora più colorato il suono di The Bard’s Way.
Il lavoro di Eoghan The Bard non è solamente musicale, perché The Bard’s Way è un vero e proprio viaggio: fisico, dovuto ai tanti chilometri macinati in Europa (compreso il Cammino di Santiago di Compostela), e interiore, dove la vita e le esperienze ti portano a un percorso di crescita. Voglia di libertà, felicità e introspezione sono alla base del lavoro e si manifestano fortemente in brani come Figli Del Mondo Antico e At The End Of The World. La voglia di esplorare e conoscere realtà nuove hanno portato Eugenio a unire il folklore di luoghi diversi sotto un’unica bandiera: troviamo La Festa Paesana che colpirà immediatamente chi ha la fortuna di vivere l’atmosfera dei piccoli borghi con relative feste di paese, che siano sagre o palii, ma trova spazio anche una “britannica” Here Comes The Rain e l’orientaleggiante My Fairy Dancer (BW edition), quest’ultima sorprendente per sonorità e caratteristiche. La musica unisce, ricordiamocelo sempre.
The Bard’s Way è un lavoro molto interessante, stilisticamente vario, ma soprattutto è un album fatto con il cuore e in grado di suscitare emozioni a chi vive la musica dal profondo. Un cd altamente consigliato agli amanti di queste sonorità.

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