Edea – Vesperlands
2026 – full-length – I Make Records
VOTO: 8 – Recensore: Mr. Folk
Formazione: Margherita Palladino: voce – Danilo Lupi: irish bouzouki, tin e low whistle, latva, ghironda, mandolino – Enza Bisogno: violino – Martino D’Amico: batteria, percussioni, handpan
Tracklist: 1. Down By The Riverside – 2. Janara – 3. Dance Of Shadows – 4. Argentea – 5. La Ciampa Del Diavolo – 6. Ali Di Seta – 7. Saturnalia – 8. Across The Void

IN BREVE
Anni di concerti e una line-up stabile hanno portato gli Edea a fare centro al primo colpo: Vesperlands è un disco maturo e personale, un vero piacere da ascoltare.
RECENSIONE
Il nome Edea circola già da qualche anno e sicuramente agli appassionati di pagan folk o celtic folk sarà di certo capitato di vederli sui palchi del nord, centro e sud Italia. La band è infatti attiva da diverso tempo e ha pubblicato, oltre al nuovo Vesperlands, l’EP Across nel 2020 e il singolo digitale Passengers quattro anni più tardi. Questi lavori, uniti a un buon numero di concerti tenuti nel corso del tempo, hanno reso gli Edea una realtà solida e unita, ma soprattutto hanno reso i musicisti pienamente consapevoli delle proprie capacità, portandoli a incidere dopo anni di esperienza il debutto Vesperlands, disco che risulta essere maturo e personale. Il quartetto suona con disinvoltura e la non fretta di pubblicare musica ha permesso loro di crescere gradualmente fino a giungere al livello odierno.
Vesperlands arriva nelle nostre mani in un elegante formato digipak: la copertina e l’artwork sono realizzati da Marina Fischetta in collaborazione con Martino D’Amico e il risultato è davvero buono. Tutta la parte grafica è curata con attenzione e il booklet di otto pagine, nella sua semplicità, racchiude tutto quello che può interessare l’ascoltatore e rendere completo il lavoro: sono difatti presenti i testi, una foto del gruppo e le informazioni tecniche. La produzione è ottima, con tutti gli strumenti che hanno il giusto spazio e un sound che si addice alla proposta della band. Tutte le fasi di registrazione, missaggio e mastering si sono svolte a Cava de’ Tirreni (SA) da Francesco Tedesco presso lo studio XXXV.
Vesperlands è un lavoro composto da otto brani, due dei quali strumentali, per una durata totale di trentatré minuti. La prima cosa che va detta a proposito della musica è l’evoluzione che i musicisti hanno avuto in questi anni: ascoltando il primo EP Across e le nuove composizioni è chiaro il lavoro svolto dai ragazzi nel trovare una via personale per esprimersi, riuscendoci alla grande. Il primo brano è Down By The Riverside, canzone che come spesso accade per le opener racchiude le principali caratteristiche sonore della band. La bella voce di Margherita Palladino è subito in mostra, il violino sfoggia melodie dinamiche e l’accompagnamento di Danilo Lupi e Martino D’Amico è perfetto per sorreggere tanto vigore: non poteva esserci apertura migliore! Con la seconda canzone si parla della Janara, una sorta di strega contadina del folklore campano e già incontrata nei lavori di La Janara ed Emian (nei quali Lupi e D’Amico hanno suonato prima di formare gli Edea). Il testo è in italiano e su una base musicale particolarmente briosa si posano le parole che trasudano tutta la voglia di libertà, di aria pura e gioia che ingiustamente per tanto, troppo tempo, sono state negate alle donne. Terzo brano in scaletta è Dance Of Shadows, per il quale è stato girato anche il videoclip. Qui gli Edea si fanno più delicati e dolci, a tratti malinconici, con deliziose melodie di violino e un ritornello che entra immediatamente in testa: non è un caso che la canzone sia stata scelta come singolo. Si cambia registro per Argentea, composizione pacata e sobria con il cantato che alterna inglese e francese per un risultato assolutamente elegante. La Ciampa Del Diavolo è un energico strumentale dalla doppia anima, un folk dinamico e gagliardo, con all’interno il trad. Bourrée D’aurore Sand, un classico del balfolk che porta a sonorità che possono ricordare i primi Blackmore’s Night. Con Ali Di Seta esce l’anima più “pop” degli Edea: il brano è assolutamente in linea con il resto della scaletta, ma la struttura della composizione e la prestazione vocale di Margherita fanno sì che questo sia un vero highligth del disco con la possibilità di fare breccia anche al di fuori della scena pagan folk. Saturnalia è il secondo strumentale di Versperlands, un pezzo che anche dal vivo farà ballare e gioire le persone, esattamente come succede a chi lo ascolta su cd o in streaming. Si giunge alla conclusione dell’album con Across The Void, canzone un po’ diversa dalle altre, dal testo breve ed etereo che termina quasi in maniera brusca.
La musica degli Edea è di prima qualità, i quattro ragazzi hanno ben chiaro cosa vogliono fare e il modo per farlo. Vesperlands è sì un debutto su lunga scala, ma arrivando dopo anni di incisioni e concerti mostra una band affiatata ed esperta, in grado di evitare i classici errori dettati dalla troppa voglia di fare o dall’inesperienza. Pagan folk e dark celtic folk sono etichette utili a farsi un’idea di quello che il disco può contenere, ma il consiglio è di premere play anche se non si è dei fruitori abituali di questo genere perché con la propria musica gli Edea sanno emozionare.

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