M.A.I.M. – Hostëria

M.A.I.M – Hostëria

2013 – EP – autoprodotto

VOTO: 6,5 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Dario De Nart: voce – Carlo De Nart: chitarra, voce – Giovanni Chemello: chitarra – Simone “Mastro” Giovinazzo: basso, voce – Silvia Valletta: violino – Nicola “Nik” De Cesero: batteria

Tracklist: 1. Casera Death Trip – 2. Quest For Perfection – 3. Polenta E Dragon – 4. Blood Stained Walls

maim-hosteria

I M.A.I.M. di Belluno arrivano al secondo lavoro con questo EP Hostëria, un quattro tracce che prosegue il discorso musicale intrapreso con The Frozen Pass, cd pubblicato gli ultimi giorni del dicembre 2011, aggiungendo elementi e sviluppando alcune sonorità accennate con il debutto.  La storia della band inizia nel 2008, quando sulle note tipicamente heavy metal di Manowar e Judas Priest muovono i primi passi. L’anno successivo è decisivo l’ingresso in formazione del violino di Silvia Valletta, il quale, com’è naturale che sia, modifica l’approccio musicale della band: il risultato è The Frozen Pass, EP che suona ruvido e ’80 nonostante la presenza del violino, ma che segna al contempo un appesantimento del sound e un songwriting più orientato verso il folk metal.  Il recente Hostëria è la naturale evoluzione di un gruppo che non vuole rimanere ancorato al passato e cerca un sound personale, in parte riuscendoci.

Il cd si apre con Casera Death Trip, up-tempo delizioso dal testo simpatico dove la sezione ritmica è prepotente e il violino lavora di rifinitura sui riff di chitarra. La voce di Dario De Nart è squillante e molto più sicura rispetto al precedente disco e la sezione ritmica fa subito sentire i muscoli. Quest For Perfection è un inno alla ricerca del pub perfetto (“We will travel through the land searching for the perfect pub”), musicalmente molto allegro e piacevole per via dell’arrangiamento. Decisamente divertente la parte in lingua italiana che dona al brano quel qualcosa di grottesco che lo rende semplicemente irresistibile. La terza canzone Polenta E Dragon inizia con la narrazione in lingua madre, ma il testo è in inglese e, come per gli altri pezzi, l’umorismo lo fa da padrone. Riff heavy, stacchi di banjo (strumento presente anche in Quest For Perfection) e ritmiche da headbanging non danno tregua mostrando l’abilità e la coesione del gruppo. Hostëria si chiude con gli oltre nove minuti di durata del brano Blood Stained Walls, tra chitarre graffianti, melodie di violino malinconiche e alcuni frangenti molto teatrali e particolarmente efficaci. Per la prima volta compare anche la voce scream/growl che rinfresca l’aria e dà un’energica frustata buona per la prosecuzione di un brano lungo ed elaborato. I nove minuti scorrono piacevolmente e non si ha l’impressione che i M.A.I.M. abbiano esagerato con il minutaggio.

Il secondo lavoro del combo italiano è quindi un piccolo successo, le canzoni sono strutturate bene ed è chiaro che la band ha lavorato sodo per rendere il proprio sound più personale. Da segnalare il recente cambio di formazione con l’uscita dal gruppo di Silvia Valletta, sostituita da Aurora Torri, la quale suona il flauto traverso: sarà ancora più interessante scoprire il nuovo look della formazione nord italiana, attualmente alle prese con le nuove canzoni che, probabilmente, andranno a comporre il primo full-length. Intanto ci sono da ascoltare i venticinque minuti di Hostëria, spensierato e gustoso heavy/folk metal che odora di pub e sudore.

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