Žrec – Klíč k Pokladům

Žrec – Klíč k Pokladům

2017 – EP – autoprodotto

VOTO: 7 – recensore: Mr. Folk

Formazione: Styrbjorn: voce – Torham: chitarra – Horn: basso – Sarapis: batteria – Isica: tastiera, flauto – Thar: violino

Tracklist: 1. Uvedení – 2. Klíč k Pokladům – 3. Řeka Domova – 4. Vozka

I cechi Žrec sono in attività dal 2004, ma non si può certo dire che siano particolarmente proficui: difatti, fino a questo momento, hanno pubblicato solamente un demo, due full-length e il nuovo EP Klíč k Pokladům. L’ultima uscita della band di Vysočina, il disco Paměti, risale al 2012 e mostra un gruppo assai diverso da quello che è possibile ascoltare in Klíč k Pokladům: partiti oltre un decennio fa come pagan metal band piuttosto cruda e diretta, hanno con gli anni ampliato i propri confini musicali, incorporando in particolare influenze folk. Ma i recenti cambi di formazione hanno mescolato le carte e il sound degli Žrec è nuovamente mutato: le bordate metal sono state ridotte e si è fatta spazio la voce pulita a discapito di quella scream e una certa vena rock ha iniziato a prendere piede all’interno delle composizioni.

Klíč k Pokladům è un quattro pezzi per un totale di ventidue minuti di durata limitato a duecentocinquanta copie. Uvedení è l’intro che porta all’opener Klíč k Pokladům, canzone che mette immediatamente in mostra la nuova direzione musicale della band. Tempi tranquilli e un certo feeling rock sono grandi novità per gli Žrec, eppure dopo l’iniziale disorientamento c’è da dire che la composizione convince nonostante qualche momento meno ispirato. Colpa e merito di ciò sta alla produzione, molto scarna e diretta, come quelle che si potevano ascoltare venti anni fa, assai differente dai suoni iper compressi che infestano gli impianti stereo al giorno d’oggi. Dopo il bel finale di Klíč k Pokladům con tanto di assolo di chitarra e la preziosa presenza dell’hammond, Řeka Domova spiazza l’ascoltatore: in un EP di tre brani, uno è strumentale. La musica è altamente evocativa, in lontananza si odono echi dei Negura Bunget più intimi e toccanti, e i cinque minuti di durata scorrono tra visioni di antichi luoghi pagani e oscure presenze nell’ombra. La lunga Vozka prosegue il mood della precedente canzone, le sonorità sono cupe ma anche soft, il cantato è finalmente perfetto e gli strumenti folk un utile alleato per la riuscita del brano. La bravura non manca ai musicisti, la voglia di esplorare neanche, e quando riescono a esprimere al meglio le proprie potenzialità gli Žrec tirano fuori delle belle canzoni.

L’artwork è semplice ma adatto a un’uscita del genere. Il booklet a colori di sei pagine è impreziosito da immagini di natura con i testi ben leggibili (ma non tradotti in inglese), più le classiche informazioni su line-up, registrazioni e altri dati.

Nuovo stile per gli Žrec, ma neanche troppo lontano da quanto fatto in passato. Klíč k Pokladům va visto come un nuovo biglietto da visita ma anche come un passaggio necessario per approdare verso qualcosa di più concreto e sicuro nel prossimo lavoro.

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