Intervista: Ūkanose

Non è la prima volta che un’intervista la “inseguo” per anni, tra incomprensioni, email mai lette o finite nello spam, e soprattutto per via di musicisti che si scordano di rispondere dopo aver pressato per avere le domande. Al secondo tentativo – e anche questa volta si è rischiato che saltasse il tutto! – gli Ūkanose riescono ad apparire sulle pagine di Mister Folk con una chiacchierata interessante che passa dalla musica alla storia della Lituania al… turismo! Il chitarrista Linas Petrauskas ci apre le porte della sua band che ha da pochi mesi pubblicato l’EP …Kai Griaudėjo Miškai…: buona lettura!

– SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION! – 

Un grande ringraziamento a Marzia Vettorato per la traduzione dell’intervista.

Se non sbaglio questa è la vostra prima intervista italiana, quindi vorrei iniziare chiedendoti quando e perché avete deciso di fondare la band, il significato legato al vostro nome e quali obiettivi vi eravate preposti nel momento in cui avete iniziato la vostra attività.

Sì, questa è la nostra prima intervista italiana. Gli Ūkanose nascono nel 2012, e il concept legato alla band è nato parlando di storia, mitologia e folklore lituano, il tutto bevendo birra. Sentivamo che ci fosse, in qualche misura, il bisogno di promuovere la nostra cultura, e volevamo inoltre realizzare qualcosa che non fosse mai stato sperimentato prima nella scena metal lituana. Così, poco dopo, abbiamo scelto alcune canzoni popolari lituane che amiamo, e abbiamo iniziato ad arrangiarle in chiave metal.

Se doveste descrivere la vostra musica a qualcuno che non vi ha mai ascoltati, che cosa direste?

Immagina se uno gnomo ubriaco e una bellissima strega si incontrassero e avessero un bambino; questa piccola, bizzarra (ma felice) famiglia rappresenterebbe una sorta di panoramica della nostra musica =D parlando più seriamente, i nostri brani sono fortemente influenzati dalla musica arcaica. Le melodie pagane e le canzoni popolari lituane si uniscono a chitarre elettriche e batteria metal: ecco gli Ūkanose.

L’EP si compone di quattro tracce: da cosa è nata la vostra decisione di realizzare un lavoro così breve, anziché un classico full–length?

Beh, per cominciare, bisogna dire che un paio di anni fa i membri della band sono quasi interamente cambiati. Non è stato un cambiamento improvviso, è avvenuto gradualmente per ciascuno, ma a un certo punto ci siamo resi conto che la maggior parte dei membri attuali non aveva fatto parte della band neanche per metà della sua esistenza totale. I quattro brani dell’EP sono stati concepiti dai membri precedenti: ne abbiamo tenuto conto, e abbiamo deciso di interrompere in questo modo il tema portante. Abbiamo dato gli ultimi ritocchi alle canzoni con i membri attuali, e dato che sono state apprezzate dai fan e da noi stessi, abbiamo avuto la conferma di doverle registrare. All’epoca non avevamo intenzione di andare oltre e realizzare un full-length, dunque la scelta più logica è stata l’EP.

Parlando di questa uscita nella mia recensione, ho utilizzato la parola “celebrazione”. Credo che per voi sia stata una vera festa: l’anniversario dell’indipendenza lituana, e poi la pubblicazione del vostro nuovo materiale…

Sì e no. Anche se il tema dei combattenti per la libertà è molto sentito da noi lituani nella nostra unità nazionale, bisogna ricordare che hanno avuto un enorme impatto nel sottolineare il nostro difficile percorso verso questo obiettivo. I testi di questi brani sono piuttosto intensi, a tratti anche tristi. Le canzoni non sono state scritte espressamente per questa occasione, ma… quale momento migliore per renderle note al pubblico, se non il 30° anniversario della nostra indipendenza? Questo è stato il nostro modo di celebrarlo. Sfortunatamente, non abbiamo avuto occasione di realizzare un vero release party, a causa della pandemia di Coronavirus: abbiamo pubblicato l’EP durante il periodo di quarantena.

Le tracce sono molto variegate a livello musicale, alternando grande delicatezza a momenti gioiosi o aggressivi. La musica e i testi si adattano perfettamente gli uni all’altra?

I testi di questo EP (eccezion fatta per Sena Patranka) sono vere poesie scritte dai partigiani che hanno combattuto per la libertà, e hanno cercato di mettere in forma scritta ciò che hanno visto e vissuto in prima persona. Abbiamo fatto del nostro meglio per realizzare una musica che creasse la giusta atmosfera e si adattasse alle loro parole.

Sono rimasto molto sorpreso dall’ultimo brano, Sena Patranka, con il riff black metal che sembra voler spazzare via ogni cosa… e invece, d’un tratto, arrivano al suo posto melodie e canti gioiosi.

Suppongo che potresti considerare questa canzone come un brano folk, di questi tempi. Parla di uccidere l’ultimo traditore, o “istreibel” (“истребитель”, “combattente” in russo), e guardare avanti, verso tempi migliori. D’altra parte, il testo è satirico, per questo abbiamo scelto di inserire un riff black e subito dopo delle melodie piene di gioia. La canzone recita pressappoco così:

un cannone arrugginito non è una buona arma,
Una vecchia donna rugosa non è un miracolo
Perciò, andiamo a bere qualcosa e festeggiamo un po’
E poi uccidiamo l’ultimo “istreibel”

Ti chiedo scusa per non aver seguito le rime e tutto il resto, ma spero che tu possa cogliere le allusioni e il tono ironico della canzone da questo piccolo assaggio.

I titoli e i testi sono in lituano, perciò vi chiederei di parlarci delle motivazioni dietro a questa scelta, e del significato dei testi delle quattro canzoni.

Il titolo dell’EP significa “Quando le foreste tuonarono”; come ho già accennato, parla dei partigiani lituani e delle loro lotte per la libertà e l’indipendenza dall’occupazione sovietica. Questa guerra ebbe luogo tra il 1944 e il 1953 ed è stata caratterizzata da un vero e proprio assetto da guerriglia, dato che la maggior parte degli scontri avvenne nelle foreste, dove i partigiani si nascondevano, vivevano e combattevano. Da qui, il titolo dell’EP. Il primo brano, intitolato Kas Mes? (“Chi siamo noi?”) è un poema sulla nostra patria, che fu bagnata dal nostro stesso sangue. È dedicata alla terra da cui proveniamo, colei che ci ha cresciuti e resi forti… una canzone sulla forza che viene dal dolore. Il secondo brano si intitola Vadui (“Per il comandante”). Questa poesia/canzone parla di un valoroso condottiero che guidò il suo esercito e, contro ogni previsione, visse la propria vita attraverso le sue battaglie. E anche nei momenti in cui giaceva nel proprio sangue, e stava per togliere il proprio anello affinché non arrivasse nelle mani del nemico… continuava a vivere, e ci portava verso un’altra battaglia. La canzone celebra i condottieri mossi dall’altruismo e determinati a raggiungere i propri obiettivi, e tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la libertà. Il terzo brano, Mūsų Kova (“La nostra battaglia”) deve il suo titolo a un poema, il cui titolo originale è “Šernui ir Jurginui” (“Per il cinghiale e la dalia”). Il brano è un’espressione di gratitudine verso le foreste, che durante la guerra sono state sia casa, sia luogo di morte per i partigiani. È anche un omaggio verso due partigiani in particolare, soprannominati Šernui (cinghiale) e Jurginas (dalia), e verso il loro modo di vivere e combattere.  Il loro spirito patriottico è stato, e continua a essere, un esempio per molti di noi. L’ultimo pezzo, Sena Patranka (“Vecchio cannone”) differisce molto dai brani precedenti, per la sua natura gioiosa e celebrativa. Abbiamo menzionato precedentemente il tema, ma vale la pena aggiungere che anche se le celebrazioni erano molto rare tra le comunità partigiane, abbiamo comunque alcune canzoni popolari “allegre” di quel periodo.

Che cosa rappresenta la copertina?

Rappresenta l’albero della vita. Il cuore e il sangue nel terreno simboleggiano tutti coloro che hanno donato la propria vita, l’albero è la nostra patria che cresce forte, grazie al loro sacrificio; gli uccelli che volano via dall’albero rappresentano i cittadini ora indipendenti, i cosiddetti “figli della Lituania”.

Com’è la scena metal in Lituania? Esiste una connessione tra le band folk/pagan metal? Vorreste suggerirci qualche buona band?

La nostra scena metal è piccola. Quasi tutti i musicisti al suo interno si conoscono a vicenda, e molti sono coinvolti in più progetti. Ciò non ci impedisce di avere band davvero fantastiche. In passato c’è stato un forte movimento pagan metal, strettamente connesso al black metal. Oggi ci sono solo poche band che suonano questo genere di musica. Il pagan e il folk metal sono diversi tra loro, in un certo senso. I gruppi che suonano pagan metal qui, tendono a sfruttare temi mitologici nei loro testi, e molti simboli nei loro artwork, ma ciò non si ritrova nell’arrangiamento musicale in sé. In quanto band folk metal, utilizziamo la musica popolare come colonna portante delle nostre canzoni, e creiamo il sound e l’artwork attorno ad essa. Tra le band lituane che apprezziamo e vorrei suggerirvi (anche non esclusivamente pagan/folk) includerei Juodvarnis, Obtest, Kielwater, Improbity, Sullen Guest, Phrenetix, Ossastorium, Nahash, Orb, Amžius, Andaja, Erdve… e così via 🙂 decisamente puoi farti un’idea della nostra scena ascoltandole.

Per gli italiani, la Lituania è una piccola terra lontana. Vorreste farci da tour operator, e indicarci città e monumenti da visitare e conoscere?

Non sarebbe la prima volta che vestiamo i panni di guide turistiche. Alcuni anni fa due di noi hanno avuto ospiti dall’Olanda che stavano realizzando un film sulla scena metal in diversi paesi europei, e li abbiamo aiutati per la sezione lituana. Dai un’occhiata, si intitola “Same Music, Different People”. Ad ogni modo, se verrai in Lituania, visita la nostra capitale Vilnius, e luoghi storici come Trakai e Kernavė. In questo modo, potrai dare uno sguardo su ciò che riguarda la nostra storia. Oh, e la Collina delle Croci a Šiauliai è una grande attrazione per chi ascolta metal.

Conoscete e ascoltate band italiane, folk metal e non?

Oh sì, conosciamo e ascoltiamo alcune band italiane, avete una scena fantastica! Per dire, abbiamo suonato con i Folkstone nel 2013 e tra i nostri preferiti abbiamo Fleshgod Apocalypse, Rhapsody of Fire, Lacuna Coil, Atlas Pain, Windrose, Elvenking, Folk Metal Jacket…

Sono davvero felice di essere di avervi avuti come ospiti, e spero che questa intervista vi possa essere d’aiuto per aumentare la vostra notorietà in Italia. Vi lascio spazio per concludere con qualsiasi cosa vogliate dirci.

Se promoter, organizzatori o band stanno leggendo, e sono interessati a farci suonare in Italia, contattateci! Ci farebbe molto piacere… anche perché la vostra pizza è di alta qualità, e sapete, qui sulla pizza mettono tonnellate di ketchup 🙂

ENGLISH VERSION:

If I’m not mistaken this is your first Italian interview, so I’d like to start off by asking when and why you created the band, the reason behind your name and what objectives you set when you started out.

Yes, this is our first Italian interview. Ūkanose was created in 2012 and the concept of the band was born while drinking beer and discussing Lithuanian history, mythology and folklore. We felt that there was some sort of a need for nurturing of our culture, and also we wanted to do something that was not done before in Lithuanian metal scene. So shortly after, we took some of Lithuanian folk songs that we like and started to arrange them in metal genre.

If you had to describe your band’s music to someone who never listened to it, what would you say?

Imagine if a drunk gnome and a beautiful witch came together and had a baby, then take this weird little happy family and you would have a sort of a visual of our music =D More seriously though our songs are very much affected by old archaic music. Pagan melodies, Lithuanian folk songs come together with electric guitars and metal drums and you get Ūkanose.

The EP is made up of four tracks: how were the decision of a short work born instead of a full-length classic?

Well we probably have to begin by saying that a couple of years ago the band’s members changed almost completely. It was not an instant changeup it happened gradually one by one but we realized at one point that most of current members have not been there for even half of the band’s existence.  So keeping that in mind – the four songs about partisans were created by the older members and that theme stopped there. We put the finishing touches on these songs with the current members and since both we and our fans liked them, we knew that they must be recorded. At the time we did not want to go further and make it into full length. So logically we chose the EP format.

In the review I use the word “celebrate” speaking of this release. I believe that for you this was a real party the anniversary of the independence and the publication of the new material.

Well yes and no. Even though the theme of freedom fighters (partisans) is pretty sensitive to us Lithuanians as a nation, they had a huge impact on our difficult way to freedom. And the lyrics in these tracks are quite heavy and even sad too. The songs were not written especially for this occasion but is there a better time to release them than the 30th anniversary of our independence? So that was our way of celebration. Although we did not have a chance to have a real party because corona happened and we released the E.P. during the quarantine.

The tracks are musically varied, with delicate moments that alternate with other moments that are aggressive or festive. Did the music fits with the lyrics you sing?

Lyrics in this EP (except from Sena Patranka) are actual poems written by the partisans who experienced the fights for freedom and did their best to write down what they saw and what they lived through. And we did our best to make the music that would create the atmosphere suited to these words.

I was surprised a lot by the last track Sena Patranka, with that black riff that seems to want to sweep everything away and instead melodies and festive songs arrive.

I guess you could call this song a folk song of these recent times. It speaks about killing the last traitor, or “istrebitel” (“истребитель” rus. – “fighter”) and moving on to better times. And yet the lyrics are satirical, making fun of them. Hence the black riff and happy melodies afterwards. The song goes something like this:

An old rusty cannon is not a good gun,
An old wrinkly woman is not a miracle,
Therefore let’s go have a drink and party a little
And then kill the last “istrebitel”

Pardon for not making it rhyme and stuff, but I hope you can see the allusions and the satirical nature of the song from this excerpt.

The titles and the lyrics are in Lithuanian, I therefore ask you to tell us the choice of the title and to explain the meaning of the lyrics of the four songs.

The name of the EP means “When The Forests Thundered” and as mentioned before it talks about the Lithuanian partisans and their fights for freedom and independence from Soviet occupation. This war took place in 1944 – 1953. It was by definition a guerilla warfare meaning that most fights took place in the forests where they hid and lived and fought. Hence the EP name. First song Kas Mes? – “Who Are We?” a poem / a song about our lands and soils that were showered in our own blood. The lands where we came from, that hardened us and raised us into strong people. It is a song about strength that derives from anguish. Second song is called Vadui or “For The Commander”. This poem / song speaks about a brave commander who led his troops into battles and against all odds, has lived through those battles. And even when there were moments where he laid in a pool of his own blood and was already taking the ring of his finger so it would not go to the enemy, he lives and he leads us yet into another battle. This song praises those commanders that were so selfless and determined to reach their goals and so many of whom gave their lives for freedom. Third song Mūsų Kova – “Our Fight” (original poem was named “Šernui ir Jurginui” or “For Bore and Dahlia), this one is about thanking the forests that were both home and death for many partisans during the war. It is also about two particular partisans who died in battle. They were nicknamed Šernas (lith – bore) and Jurginas (lith. – dahlia) and the way they lived and fought, their patriotism was and still is an example for many people.The last song Sena Patranka or “Old Cannon” is different in its nature from the ones before, as it is fun and happy and celebrative. We’ve mentioned what it is about before in the interview, but what is worth adding is that even though celebrations were very rear within the partisan communities yet we still have some happy “folk” songs from that time period.

What did the cover represent?

It depicts the tree of life. The heart and blood in the ground stands for the people that gave their lives, the tree is our country that grows strong because of those sacrifices and the birds coming out of that tree is the current independent citizens, the Lithuanian children so to say.

How is the metal scene in Lithuania? Is there a connection between pagan/folk metal bands? Would you like to recommend us some good bands? (also, not folk metal)

Our metal scene is small. Almost all of the musicians within the scene know each other and many play in more than one project. And yet that does not prevent us from having really great bands. In the past there was a strong movement of pagan metal which was very intertwined with black metal. Nowadays there are only a few that play this kind of music. Pagan and Folk metal are different too in a sense. The bands that play Pagan metal here, tend to use the mythological themes in their lyrics and symbols in their artworks, but not so much in music. We as a Folk metal band use Folklore music as the backbone in our songs and create both the sound and the artworks around it. Some of Lithuanian bands that we enjoy ourselves would be (and not just Pagan/Folk) Juodvarnis, Obtest, Kielwater, Improbity, Sullen Guest, Phrenetix, Ossastorium, Nahash, Orb, Amžius, Andaja, Erdve… and so on 😀 Yeah you can definitely form an opinion about our scene if you listen to these ones.

Lithuania for Italians is a far, little land. Do you want to be a tour operator and recommend cities and monuments to visit and get to know?

You know it would not be the first time as guides for us, a few years ago a couple of us had guests from Netherlands who were filming a movie about different European metal scenes, and we helped them with the Lithuanian segment. Check it out is called “Same Music Different People”. If you ever come to Lithuania though make sure to visit our capital Vilnius, as well as historical sites of Trakai and Kernavė. That should give you a glimpse to what our history is about. Oh and the Hill Of Crosses in Šiauliai is a big object of attraction among metalheads.

Do you know and listen to any Italian bands, folk metal or not?

Oh yes we know and listen to quite a few Italian bands, we must say that you have a great scene there! Just from the tops of our heads we played with Folkstone in 2013, and amongst of our favorites are Fleshgod Apocalypse, Rhapsody of Fire, Lacuna Coil, Atlas Pain, Windrose Elvenking, Folk Metal Jacket…

I’m very happy for having you as guests and I hope this interview helps making you more known in Italy. I’m leaving you some space to end the interview with anything you’d like.

If any promoters, organizers or bands that would be interested to have us play in Italy are reading this – well hit us up! We would very much like to come to play as well as have some quality pizzas, because you know, all the pizzas here are with tons of ketchup 🙂

2 thoughts on “Intervista: Ūkanose

  1. Gruppo interessante: vero che il tema della libertà li interessa profondamente. Broliai (fratelli, in ita, se ricordo bene) dei loro conterranei Skylè, tratta lo stesso tema e sempre con forte intensità espressa sul piano musicale. Mr Folk, se poi vorrai andare a Vilnius ti dico un posto dove andare a mangiare 🙂

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