Skiltron – Legacy Of Blood

Skiltron – Legacy Of Blood

2016 – full-length – Trollzorn Records

VOTO: 8 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Martin McManus: voce – Emilio Souto: chitarra, mandolino, bouzouki – Ignacio Lopez: basso – Matias Pena: batteria – Pereg Ar Bagol: cornamusa, tin whistle

Tracklist: 1. Highland Blood – 2. Hate Of My Life – 3. Commited To The Call – 4. Sailing Under False Flags – 
5. The Taste Of Victory – 6. Rise From Any Grave 
- 7. Sawney Bean Clan 
- 8. All Men Die – 9. I ́m Coming Home (bonus track)

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Gli argentini Skiltron arrivano al traguardo del quinto disco con il nuovo Legacy Of Blood e lo fanno nella migliore maniera possibile, realizzando un cd tosto e accattivante, privo di filler e in grado di sfidare a testa alta le potenze del folk metal europeo. Per fare questo, però, Emilio Souto, chitarrista e leader della formazione originaria di Buenos Aires, doveva innanzi tutto sistemare il tassello cantante. Dopo un paio di anni come session per i concerti, l’ingresso del bravo Martin McManus ha dato stabilità e sicurezza all’intera band, che non a caso ha poi prodotto un disco veramente ispirato e valido sotto tutti gli aspetti.

Legacy Of Blood è il degno successore di Into The Battleground (2013), full-length nato dopo lo split con ben quattro elementi della line-up (che in seguito hanno dato vito ai Triddana) realizzato con l’aiuto di ben quattro cantanti differenti. Musicalmente si parla sempre di un folk/power metal diretto e potente, caratterizzato dalla bella voce clean di McManus (che ha partecipato nel 2013 a Back To Hell degli storici Blitzkrieg) e dalla fondamentale cornamusa del francese Pereg Ar Bagol, in passato visto con i Boisson Divine. É proprio la cornamusa a scandire i momenti migliori dell’album, finalmente sovrana delle canzoni e strumento primario per melodie e stacchi strumentali mai banali o ripetitivi.

La massiccia opener Highland Blood è un buon biglietto da visita: ritmiche serrate, ritornelli da cantare a squarciagola e la bagpipe in prima linea insieme alla tagliente chitarra di Souto. Tra i momenti migliori di Legacy Of Blood va inserito sicuramente il brano Commited To The Call, ben introdotto dal basso di Ignacio Lopez – che lascia poi spazio alla sempre presente cornamusa -, dal un ritornello che colpisce e il bell’assolo di chitarra che completa così la classica struttura della canzone heavy metal, con l’ormai classico tocco folk che da sempre contraddistingue gli Skiltron. Sailing Under False Flags vanta la bella linea vocale per le strofe e un’atmosfera vicina ai vecchi lavori dei Falconer, mentre Taste Of Victory può essere considerata come un futuro classico della band poiché ha tutto quello che serve a una canzone per rimanere nel cuore degli ascoltatori: linee vocali eccellenti, melodie d’impatto e dei cori dinanzi ai quali non si può fare a meno di impararli a memoria e urlarli al cielo. Fieramente scottish, Sawney Bean Clan è un mid-tempo robusto che ben si bilancia con la easy Rise From Any Grave, ma è l’inno I’m Coming Home a strappare le lacrime, brani così, un po’ come In Union We Stand degli Overkill, fanno solo che bene alla scena musicale.

La produzione è veramente ben fatta: gli strumenti suonano potenti e puliti, ben bilanciati tra di loro, con la piacevole sensazione del poco uso della tecnologia in studio a favore di un approccio più diretto e live. Nota di colore, chitarra e batteria sono state registrate in Argentina, mentre la voce e la cornamusa in Francia.

Gli Skiltron in dodici anni di attività non hanno mai sbagliato un album, neanche dopo lo split che ha messo a dura prova la tenacia di Souto che ha risposto con la pubblicazione di Into The Battleground. Questo Legacy Of Blood è forse il miglior cd che la band argentina ha realizzato in carriera: tutto suona bene e l’ascolto è sempre piacevole, la prestazione di Martin McManus è di alto livello e la cura nella composizione delle canzoni è stato tale che quarantadue minuti di durata sembrano essere addirittura pochi. Il perfetto mix tra Scozia e Argentina è servito, il sound degli Skiltron unisce il folk e i temi scozzesi con un’innegabile passione latina che viene prepotentemente a galla a più riprese. In ambito folk metal, sicuramente uno dei migliori lavori del 2016.

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