Intervista: Enslaved

Avere l’opportunità di intervistare la band che insieme ai Bathory ha creato il viking metal non è cosa di tutti i giorni. Tanto più che Grutle Kjellson (il quale ha risposto alle mie domande) e soci non si concedono tanto spesso per interviste e chiacchiere after show. Per l’occasione ho deciso di rimanere in tema con il sito e indagare sul passato della band, ma anche su alcuni argomenti a loro “vicini” come le rune, i Wardruna e la serie televisiva Vikings.

– SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION! – 

Un ringraziamento a Flavia Di Luzio per la traduzione delle domande dall’italiano all’inglese.

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Avete da poco terminato il tour, siete soddisfatti di come è andato? Ho assistito alla data di Roma e la risposta del pubblico è stata molto calda e devo dire di aver assistito a un grande concerto!

Grazie, è stato davvero un grande tour per noi con buon pubblico, energia e atmosfera. É stato figo suonare nuovamente alcuni show nei club in Italia! Non ne facevamo da un po’, solo alcuni festival qua e là.

Nei concerti di questo tour suonate dei brani molto vecchi come Fenris e Heimdallr che s’incastonano alla perfezione col materiale più recente. Pensate quindi che ci sia un filo conduttore che porta da Vikingligr Veldi a In Times?

Assolutamente, benché il nostro materiale si è evoluto e cambiato nel corso degli anni, c’è ancora quel filo conduttore attraverso tutte le nostre canzoni. Gli Enslaved saranno sempre gli Enslaved.

Allfǫðr Oðinn è un brano del 1993, eppure quando lo suonate in concerto non dimostra gli oltre 20 anni di vita. Mi domando se siete bravi voi a farlo suonare attuale, oppure se la canzone è talmente buona che necessita solo di un sound potente come voi avete nei live.

Credo che sia una di quelle canzoni senza tempo. Ha quel feeling groovy rock’n roll ed è una canzone che ha effettivamente funzionato con tutte le line-up. Mi piace ancora suonare quella canzone dopo tutti questi anni. É molto cruda ed energica.

Siete una delle poche band della vecchia guardia che ancora riesce a pubblicare album dal sound fresco pur avendo un legame col vecchio materiale. Come siete arrivati a questo punto e cosa vi rende sempre così freschi?

Penso che sia così perché ancora abbiamo piacere nel creare musica, tentiamo sempre di fare musica che noi per primi vorremmo ascoltare, è piuttosto semplice in realtà. Non abbiamo mai fatto musica per piacere a qualcuno, ma solamente a noi stessi. É sempre stato semplice e reale. Ci piace anche suonare in concerto! Posso vivere senza tutti i viaggi, ma ancora ho piacere nel suonare dal vivo!

RIITIR e In Times stupiscono per la qualità delle canzoni, sono due grandi album! Ma stupisce ancora di più il sound che miscela sapientemente sonorità attuali con quelle del vostro passato. Come si svolge la fase di scrittura e ci sono delle regole che vi siete dati?

Sono contento che ti piacciano. Regole? Oh no! Ma c’è un processo: Ivar crea I riff e registra i demo con la drum machine, poi iniziamo a lavorare sugli arrangiamenti, voci, assoli, line di basso, tastiera ecc. Poi mettiamo tutto insieme in sala prove. Per Riitir e In Times abbiamo perfino registrato batteria, basso e chitarra ritmica live in studio (nel senso di tutti e tre gli strumenti insieme, ndMF). Questo ha decisamente dato alle cose un tocco dinamico e reso il suono più organico rispetto alla maggior parte delle registrazioni odierne.

Cosa ricordate delle sessioni di registrazione di Frost e di Eld?

Abbiamo registrato Frost nell’estate del 1994, ricordo che abbiamo festeggiato molto! Ricordo me e Abbath ubriachi di whisky una notte durante le sessioni di registrazione, eravamo nel giardino dei suoi genitori e vomitavamo l’anima. Sono sicuro che fu uno spettacolo. A parte questo, mi ricordo di come allora eravamo molto concentrati sul tempo e sul denaro! Dato che il nostro budget era limitato, abbiamo lavorato duramente in studio e abbiamo trascorso lunghe giornate per fare le cose bene.

Quando abbiamo registrato Eld, ci siamo trasferiti a Bergen, così abbiamo potuto trascorrere un po’ di tempo in pià a registrare l’album, meno stress, se mi spiego. Ma, a essere onesti, non eravamo molto concentrati in quei giorni… Mettiamola così: avevamo un po’ troppe sostanze malsane nel nostro sangue. Fortunatamente abbiamo comunque realizzato un bell’album eheheh.

Il brano di apertura di Eld, 793 (Slaget om Lindisfarne), dura ben 16 minuti: avete voluto sfidare la sorte piazzando una canzone così lunga all’inizio o c’era un motivo preciso dietro questa scelta?

No, per noi aveva perfettamente senso. Non abbiamo mai avuto l’obiettivo di fare una hit radio in ogni caso. Inoltre è una grande canzone!

I vostri vecchi dischi Frost e Vikingligr Veldi sono ritenuti da molti come i primi del movimento viking metal: siete d’accordo con questo punto di vista?

Credo che sia così, anche se abbiamo smesso di utilizzare il termine “viking metal” mooolto tempo fa. Davvero non vogliamo essere associati a questi gruppi vestiti di pelliccia, con corna ed elmi di plastica che suonano la fisarmonica con canzoni che parlano di ubriachi di idromele e di violentare suore per divertimento. Per noi il “viking metal” è stato un’altra cosa. É stato un passo verso la mitologia, la filosofia e la magia delle rune.

Siete stati influenzati, magari a inizio carriera, dai dischi di Bathory? Cosa pensate del lavoro svolto da Quorthon?

Naturalmente amiamo Bathory, grande fonte d’ispirazione. Io e Ivar eravamo soliti ascoltare Hammerheart e Twilight Of The Gods ogni singolo fine settimana mentre buttavamo giù birre a dirotto, che periodo fantastico!

Bathory ed Enslaved sono considerati i padri del viking metal. Entrambi, pur suonando in maniera differente, avete creato un movimento che successivamente ha ispirato tantissime band. Come vi sentite quando dei gruppi vi citano come fonte d’ispirazione, e pensate anche voi di aver creato qualcosa di nuovo e originale?

Naturalmente ci fa grande piacere, è un vero onore! Un paio di anni fa è stato anche pubblicato un tributo agli Enslaved (si riferisce al doppio cd del 2012 “Önd – A Tribute To Enslaved” con Dordeduh, Fen, Vreid, Belenos ecc., ndMF). Veramente figo ascoltare altri gruppi rifare le nostre canzoni! Allo stesso tempo ci si sente strani, siamo in giro da così tanti anni che gli album tributo sono “popindustrien” eheh.

Avete suonato Immigrant Song dei Led Zeppelin in uno show televisivo di qualche anno fa. Lo avete fatto perché è la prima canzone rock a parlare di vichinghi oppure perché semplicemente amate quella canzone dei Led Zeppelin?

Abbiamo suonato Immigrant Song perché chiaramente siamo grandi fan dei Led Zeppelin! Una delle più importanti band nella storia del rock! Che poi la canzone tratti di vichinghi islandesi è una semplice coincidenza. I Led Zeppelin hanno scritto testi di tutti i tipi in realtà, anche su Il Signore degli Anelli! Così le black metal band non sono arrivate prime neanche lì eheh. (a tal proposito, date uno sguardo al mio secondo libro Tolkien Rocks. Viaggio musicale nella Terra di Mezzo, ndMF)

Come avrete notato, in questi ultimi anni la cultura/mitologia norrena si sta diffondendo molto anche grazie alla serie tv Vikings. Pensate sia un bene che secoli di storia vengano “offerti” così facilmente in televisione, oppure può dare fastidio tutto questo interesse per una cultura non propria e spesso storpiata?

Questo spettacolo televisivo è forse il più noioso che abbia mai visto. Ho accidentalmente visto un episodio, e piuttosto che vederne un altro cammino all’indietro sui trampoli nel deserto dei Gobi con solamente la Mountain Dew (una bevanda gasata che immagino non sia di suo gradimento, ndMF).

Ho definito il bellissimo esordio degli Skuggsjá come il perfetto mix tra Enslaved e Wardruna. Concordate con me o la trovate riduttiva?

Sono d’accordo, è un grande album! E credo che fosse l’idea iniziale, la fusione tra la musica di Ivar ed Einar. Ma poi di nuovo, è il loro progetto, non sono la persona adatta per rispondere correttamente a questa domanda!

Avete sempre trattato di mitologia e rune nei vostri testi, e anche negli ultimi dischi ci sono dei chiari riferimenti a questi temi. Quel che è cambiato è però l’approccio, perché è normale avere punti di vista e modi di esprimersi differenti a 20 e a 40 anni. Come si sono evoluti i testi degli Enslaved fino a oggi?

All’inizio erano più una sorta di curiosità, tipo “guardare cosa c’è dentro”. Oggi che siamo più radicati nella mitologia, è più come il contrario, “dentro guardando fuori”, per così dire. Si tratta di più dei nostri pensieri e interpretazioni della mitologia al giorno d’oggi, rispetto ai nostri primi tentativi. Oggi sono più metaforici e filosofici, se così posso dire.

A proposito di rune, cosa pensate del lavoro svolto da Einar Selvik e dei suoi Wardruna? Sono settimane che sto studiando quello che ha fatto nei tre dischi pubblicati e trovo tutto il lavoro preciso e intelligente!

Mi piacciono molto i Wardruna. Einar è molto abile come musicista e paroliere. Tutto quello che fa, lo fa davvero bene. Lui è un ragazzo intelligente, non ci sono dubbi su questo, e penso che si meriti il successo che sta avendo ora.

Cosa rappresentano le rune per voi? Ho visto, ad esempio, che Grutle ha delle toppe con le rune attaccate ai jeans… Che effetto fa vedere un simbolo tanto potente alla mercé di tutti, in particolare delle persone che ne ignorano il significato?

Le rune e i sigilli (le rune vincolanti) sono talismani personali per me, davvero non mi interessa se le persone li ingnorano o no. La gente di oggi, comunque, non è proprio conosciuta per prestare attenzione, no? Le rune mi danno coraggio e forza.

Grazie per l’intervista, salutate i vostri fan italiani e speriamo di non dover attendere altri 20 anni per vedervi di nuovo a Roma!

Coraggio amico, sono stati solo 19 anni di assenza, eheh. Seriamente, ci piacerebbe tornare presto! E’ stata una grande serata! Forza Italia! 

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ENGLISH VERSION:

The website I run is focused on folk/viking metal, so I will ask you many questions about the old albums.

Your tour has just ended. Are you satisfied with the outcome? I attended the gig in Rome and the audience was very warm. It was undoubtedly a great show!

Thanks, it was a really great tour for us with good attendence, energy and atmosphere. It was cool to play some club shows in Italy again! We haven’t done that in a while, only some festivals here and there.

During the tour, you played very old songs, such as Fenris and Heimdallr, which interweave perfectly with the most recent material. Do you think there is a common thread that runs from Vikingligr Veldi to In Times?

Absolutely, although our material has evolved and changed over the years, there is still that red thread through all our songs. Enslaved will always be Enslaved.

The song Allfǫðr Oðinn was released in 1993, but when you play it live it does not sound so dated. I wonder if you are so skilled at making it sound brand new, or if the song is so beautiful that it just needs a powerful sound like the one that characterizes your live performances.

That songs is one of those timeless songs I guess. It has that groovy rock’n roll feel to it and that is one of the songs that had actually worked with all our line ups too. I still like to perform that song after all these years. It’s very raw and energetic

You are one of the few bands of the old guard that still manages to release fresh albums with a strong bond to the old material. How did you reach this stage in your career? How do you manage to stay fresh?

I think it’s because we still enjoy to create music, we always try to make music we would have wanted to listen to ourselves, pretty simple really. We’ve never made music to please anyone but ourselves really. It’s always been heartfelt and real. We also enjoy to play live! I can live without all the travelling, but I still enjoy to perform!

RIITIR and In Times are definitely surprising with regard to the quality of songs. They are two great albums! I am even more amazed by the sound that harmoniously blends a fresh attitude with your typical melodies. How does the writing process work? Do you follow any rules?

I’m glad you enjoy them. Rules? Oh no! But there is a process; Ivar makes the riffs and records demos with programmed drums, then we start working on the arrangements, vocals, leads, bass lines, keys etc. Then we put everything together in the rehearsal space. On Riitir and In Times, we even recorded the drums, bass and the rythm guitar live in studio. That definately gave things a dynamic touch and made it sound a lot more organic than most recordings nowdays.

What do you remember about the recording sessions of Frost and Eld?

We recorded Frost in the summer of 1994, so I remember that we partied a lot! I remember that me and Abbath got drunk on whisky one night during the sessions and stood in his parents garden blewing flames out of our mouths… I’m sure that was quite a sight.
Apart from that, I remember that we were really focused on time and money back then! Since our budgets were kind of tight, we worked really hard in the studio and spent long days to get things done.

When we recorded Eld, we had moved to Bergen, so we could spend a little more time recording the album, less stress you know. But, to be honest, we were not that focused in those days…. A little too much of certain unhealthy substances in our blood to put it that way. Fortunately, it ended up with a fine album anyway…hehe.

The opening track of Eld, 793 (Slaget om Lindisfarne) lasts 16 minutes. Did you want to push your luck by placing a so long song at the beginning, or was there a reason behind this choice?

Nah, for us that made perfect sense. We never had a goal to make a radio 1 hit anyway. Besides, it’s a great song!

Many people consider your old albums Frost and Vikingligr Veldi as pioneers of the viking metal movement. Do you agree with this viewpoint?

I guess it is, although we stopped using the term “viking metal” a looooong time ago. We really don’t wanna be associated with those bands wearing fur, plastic helmets with horns and plays accordian and songs about getting drunk on mead and rape nuns for fun. For us “viking metal” was something else. It was a hint towards the mythology, philosophy and Rune magic.

Have you been influenced, perhaps at early stages, by Bathory’s albums? What do you think about Quorthon’s works?

We love Bathory of course! Huge source of inspiration there. Me and Ivar usually listen to Hammerheart and Twilight Of The Gods every single weekend while pouring down beers! Fantastic times!

Bathory and Enslaved are seen as fathers of viking metal. The sound is different, but you both created a movement that subsequently inspired many bands. How do you feel when some bands mention you as their source of inspiration? Are you aware that you have created something new and original?

That feels great of course, it’s a real honour! A couple of years back an Enslaved tribute album was released too. Really cool to hear other bands making our songs their own!
At the same time it feels a bit weird; that we have been around for so many years that tribute albums are popindustrien up…hehe.

You played Led Zeppelin’s Immigrant Song on a tv show a few years ago. I wonder if you did it because it is the first rock song related to Vikings, or because you simply love that Led Zeppelin’s track.

We played Immigrant Song because we’re all huge fans of Led Zeppelin of course! It’s one of the most important bands in the history of rock! That the song deals about Icelandic Vikings is a mere coincidence. Led Zeppelin wrote lyrics about all kinds of stuff actually, even Lord Of The Rings related lyrics! So the black metal bands were not the first ones there either… eheh.

As you may have noticed, in recent years Norse culture/mythology is spreading widely thanks to the tv series Vikings. Do you think it is a good thing that centuries of history are “shown” so easily on television, or could someone be annoyed by all this interest in a foreign culture that is often also misconceived?

That TV-show is perhaps the lamest thing I’ve ever seen. I accidentally saw one episode, and I will rather walk backwards on stilts through the Gobi desert with only Mountain Dew to drink, before I watch another episode.

I defined the beautiful Skuggsjá’s debut as the perfect mix between Enslaved and Wardruna. Do you agree with me, or do you think it is a reductive viewpoint?

I agree, it’s a great album! And I guess that was the initial idea too, a fusion beetween Ivar and Einar’s music. But then again, it’s their project, so I’m really not the man to answear that question properly!

Your lyrics have always talked about mythology and runes and even your recent albums include strong references to these topics. Nevertheless, something has changed: the approach. After all, it is normal to have different points of view and ways of expressing oneself at 20 and 40. How have Enslaved’s lyrics evolved so far?

Well, in the beginning they were more sort of curious, kinda “outside looking in”. Today, when we are much more rooted in the mythology, it’s more like the opposite, “inside looking out”, so to speak. It is more our own thoughts and interpretation of the mythology nowadays, compared with our earliest efforts. They are more methaphorical and philosophical now, if I may say so.

With regard to runes, what do you think about the work done by Einar Selvik and Wardruna? I have been studying for weeks the content of the three albums he released and, in my opinion, all the work is accurate and smart!

I like Wardruna a lot. Einar is a very skilled musician and lyricist. Everything he does, he does thoroughly. He is a clever guy, no doubt about it, and I think he deserves the success he’s having now.

What are runes for you? I saw, for example, that Grutle’s jeans have some patches with runes depicted… How does it feel to see a so powerful symbol at the mercy of everyone, especially of people who ignore its meaning?

The runes, and the sigils (binding runes) are personal talismans to me, so it really doesn’t matter if people ignore them or not. People of today are not exactly known for paying much attention anyway, are they? The runes brings me confidence and strenght

Thanks for the interview and please, greet your Italian fans. I hope that we do not have to wait another 20 years to see you again in Rome!

Come on man, it was only 19 years abcense…hehe. But seriously, we would love to come back soon! It was a great evening!! Forza Italia!!!

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2 thoughts on “Intervista: Enslaved

  1. complimenti per l’intervista! ho avuto il piacere di vedere gli Enslaved all’ultimo FoschFest, e posso dire anch’io di aver assistito a un gran concerto. Heill Oðinn!

    • Ciao Ulvez, grazie per i complimenti! Sono una grande live band e nell’intervista ho fatto domande da quelle classiche cercando di andare indietro nel tempo.

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