Intervista: Ash Of Ashes

Gli Ash Of Ashes arrivano al disco di debutto quasi in silenzio, senza particolari pubblicità o proclami. L’album Down The White Waters, uscito senza il supporto di un’etichetta (e dopo vedremo il perché) stupisce per l’alta qualità delle canzoni e per la produzione di grande livello, ma c’è poco da stupirsi se dietro a un nome (ancora) poco conosciuto troviamo un musicista/produttore con una lunga esperienza alle spalle. E proprio dallo split del suo vecchio gruppo, Hel – forse qualcuno di voi li ricorderà -, è iniziata questa piacevole chiacchierata con Skaldir…

– SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION! – 

Un ringraziamento a Chiara Coppola per la traduzione delle domande e risposte.

Skaldir: vocals, guitars, bass, keyboards (ph. by Sandra Preuß)

Ciao Skaldir, benvenuto su Mister Folk. Credo che sia la prima intervista italiana per gli Ash Of Ashes, ti chiedo quindi di iniziare raccontando la storia della band.

Skaldir: Sono felice di non dover parlare in italiano con te! 🙂 La mia band pagan Hel si è sciolta nel 2012, e ho pensato di aver finito con questo genere. Ma già un anno dopo iniziai a sentire il desiderio di suonare di nuovo questa musica e iniziai a scrivere canzoni. Più tardi Morten si unì alla band come autore di testi e come seconda chitarra. Infine abbiamo alcuni musicisti ospiti (Dennis: batteria, Mathias: nyckelharpa e Runahild: hardanger fiddle) e abbiamo registrato l’album Down The White Waters nel 2017, poi rilasciato qualche settimana fa.

Hai pubblicato quattro full-length con gli Hel tra il 1999 e il 2012. Perché la band si è sciolta? L’EP Pagan Midgard Art è stato rilasciato dopo lo split? Cosa ti hanno insegnato gli anni passati con gli Hel che hai poi portato con te negli Ash Of Ashes?

Skaldir: Il progetto Hel era completo con l’album Das Atmen Der Erde. Sentivamo di aver detto tutto e abbiamo chiuso il capitolo. Non c’era “cattivo sangue” o altro tra noi. Lo chiudemmo e basta. L’EP “Pagan Midgard Art” è stato rilasciato sotto forma di 10” tra gli album Orloeg e Falland Vörandi nel 2004, credo. Spotify mostra la data di pubblicazione digitale, credo, e può essere questa la ragione della mia confusione. Rilasciare gli album con gli Hel mi ha insegnato ad essere molto attento con le label hehe..

Parliamo del disco Down The White Waters: perché un lavoro del genere – come sai ho apprezzato tantissimo il cd – non gode del supporto di un’etichetta?

Skaldir: Beh, sai, a volte voi fare qualcosa da te quando è molto importante per te. Sono ancora sorpreso dal fatto che molte persone pensino sia strano non avere una label, ma nel 2018 non so se ci sono molte ragioni per lavorare con una label. L’industria è cambiata molto negli ultimi anni e tu devi stare al passo con i tempi. Penso sia diverso quando lavori con grandi label come la Century Media o la Nuclear Blast. Ho avuto diverse offerte da alcune label per questo album, ma ho voluto fare da me questa volta.

Avete definito il vostro genere “Skaldic Metal”. Lo spieghi meglio ai lettori?

Skaldir: Sì, chiamiamo la nostra musica “Epic Skaldic Metal”. Fu un’idea di Mark Eck della mia agenzia Metalmessage. Volevamo fare della musica che fosse distinguibile dalle altre band pagan metal, per dimostrare che era speciale. Questa musica è epica e radicata nel metal. E i bardi erano i poeti nella Scandinavia medievale. La nostra musica ha questa vena di “storyteller”, quindi credo che sia l’espressione giusta per la musica che suoniamo.

Le ultime tracce del disco sono un mini concept dal titolo The Lay Of Wayland e parlano di Weland il Fabbro. Come mai avete scelto un personaggio “minore” anche se importante per quel che ha fatto?

Mortem: Mi sono imbattuto nella leggenda di Wayland durante il mio soggiorno in Inghilterra nel 2005 quando vidi la cosiddetta “Franks Casket” esposta al British Museum. La piccola scatola di osso di balena raffigura la leggenda su un lato. Quando lavoravo ai testi di Down The White Waters la storia mi tornò in mente. Decisi di utilizzare la leggenda sia perché è piuttosto corta sia perché offre molti temi (es: amore, avidità, vendetta, perseveranza) e non è stata usata da altre band (almeno, a quanto ne so io). Inoltre, le diverse fasi della leggenda erano perfette per le atmosfere e “l’umore” delle quattro canzoni che ora formano il Wayland-cycle.

In Chambers Of Stone sento delle similitudini con i Windir, mi riferisco in particolare a melodie drammatiche e malinconiche ma non sono prive di speranza. Conosci la musica dei Windir e in caso trovi il mio riferimento pertinente?

Skaldir: Finalmente qualcuno sente l’influenza dei Windir! Sì sono un fan della musica dei Windir, specialmente di Arntor e 1184. era uno stile di musica speciale. Aveva elementi folk ma a volte ricorda anche la musica classica così come le ovvie influenze black.

La batteria è stata registrata da Dennis Strillinger, ma non fa parte della line-up ufficiale. Volete continuare in due tu e Mortem e assoldare di volta in volta un session man alla batteria per realizzare i dischi? Porterete gli Ash Of Ashes sul palco?

Skaldir: Dobbiamo vedere come continuare. Ma molto probabilmente suonerà di nuovo la batteria. Lo spero! Ho già parlato con qualche persona di live. Ho bisogno di mettere insieme una band per i live, ma è un po’ presto per parlarne. Ma potrebbe succedere.

Nel disco fa la sua comparsa Mathias Gyllengahm: come è nata la collaborazione? Credo che quando i suoi strumenti entrano in scena riescono realmente a portare un qualcosa in più alla musica.

Skaldir: Mi piace anche ciò che porta alla musica. Ho fatto il mastering all’ultimo album di Mathias con gli Utmarken e ho sentito la sua nyckelharpa suonare ed era musicalmente stupenda, come l’intero album. Volevo lavorare con lui e avevo una canzone folk nell’album chiamata Springar e ho immaginato che avrebbe suonato bene con la nyckelharpa. La registrò e più tardi ci fu un’altra parte sulla quale volevo suonasse. Entrambe suonavano veramente bene.

Ti sei occupato di tutti gli aspetti della registrazione di Down The White Waters e il risultato è veramente buono. Lavorare sulla propria musica è più difficile rispetto a farlo su canzoni di altri gruppi? Riesci a rimanere “distaccato” quando si tratta del tuo cd?

Skaldir: È molto più difficile lavorare sulla propria musica. Posso finire un mix and master per gli altri gruppi più velocemente della mia roba. A volte il look da fuori è mancante e ti perdi nei dettagli e non puoi più vedere l’insieme. Ho bisogno di break più lunghi affinché io riesca ad avere una visione più “fresca”.

Hai lavorato in studio con molti gruppi, ma tengo molto a farti i complimenti per quello che sei riuscito a fare con numerosi dischi e devo dire che si può sentire il tuo tocco facendo un po’ attenzione e ascoltando la musica in buone cuffie. Come ti sei trovato a lavorare con King Of Asgard, Myrkgrav, SIG:AR:TYR e Ildra? Ci sono cose che vuoi raccontarci relative alle fasi di registrazione / mastering di qualche cd?

Skaldir: I Myrkgrav erano ancora agli esordi. Eravamo nella stessa label nel 2005 circa. Quindi Lars cercava un posto per fare il mastering all’album e il ragazzo della label gli diede il mio contatto. Dopo questo, molte band scandinave chiedevano di me per fare lavori di mix e mastering. Altre band ascoltavano gli album su cui avevo lavorato. Lo avevano letto nel booklet o gli ero stato raccomandato da qualcuno, è sempre diverso.

Come ti sei avvicinato alla musica e qual è stato il primo strumento che hai suonato? Quali sono i tuoi ascolti, anche non metal, di questo periodo?

Skaldir: Ho iniziato con l’organo e dopo sono passato alla tastiera e al piano. Più tardi ho imparato la chitarra e infine ho imparato a cantare. Da bambino mi piacevano alcune delle canzoni anni ‘80, erano abbastanza deprimenti hehe. Più tardi ho scoperto gli Scorpions e le band heavy metal come gli Helloween e i Judas Priest. Poi ho iniziato ad interessarmi al death metal e più tardi al black metal. Oggigiorno mi piace molto ascoltare anche prog rock, così come il metal e anche qualche vecchie robe degli anni ‘70 e ‘80

Ti ringrazio per la disponibilità e per aver realizzato un disco davvero bello come Down The White Waters, a presto!

Skaldir: Grazie per il supportarci con la tua review e per questa intervista! È stato un piacere.

Morten: vocals (ph. by aplysian_art)

ENGLISH VERSION:

Hi Skaldir, welcome on Mister Folk. I think this is the first Italian interview for Ash Of Ashes, I want to ask you to begin to tell us the band’s history.

Skaldir: And I’m glad I don’t need to talk Italian to you! 🙂 My Pagan Metal band HEL ended in 2012, then I thought I’m done with this style. But about a year later I already started to feel a desire to play this music again and started to write some songs. Later Morten joined as a writer of lyrics and as a second vocalist. Eventually we got some more guest musicians (Dennis – drums, Mathias – nyckelharpa and Runahild – hardanger fiddle) and recorded the album Down The White Waters in 2017, then released it just a few weeks ago.

You published four full-length album with Hel between 1999 and 2012. Why did the band split-up? Did the EP Pagan Midgard Art came out after the split? What did the years with Hel taught you that you brought with you in Ash Of Ashes?

Skaldir: The project Hel was just fulfilled with the last album Das Atmen Der Erde. We felt like we’ve said everything and closed the chapter. There was no bad blood or anything. It just called for it. The Pagan Midgard Art EP was released as 10” between the albums Orloeg and Falland Vörandi in, I think, 2004. I guess Spotify shows the date of the digital release, that might be the reason for confusion. Releasing all the albums with Hel taught me to be very careful with record labels hehe…

Talk about Down The White Waters: why a CD like that – as you know I appreciate so much the album – isn’t good enough for a label?

Skaldir: Well you know, sometimes you just want to do something yourself when it’s very precious to you. I’m still surprised that a lot of people seem to think it’s strange to not have a label, but in 2018 I don’t know if there are many reasons to work with a label. The industry has changed a lot in the last years and you need to keep up with the times. I guess it’s different when you work with big labels like Century Media or Nuclear Blast. I had some label offers for this album, but I wanted to do it myself this time.

You defined your genre “Skaldic Metal”. Can you explain it better for the readers?

Skaldir: Yes we called our music “Epic Skaldic Metal”. It was the idea of Markus Eck from my PR agency Metalmessage. We wanted to make the music distinguishable from other Pagan Metal bands, to show it’s something special. The music is epic and rooted in metal. And skalds were the poets in medieval Scandinavia. Our music has this “storyteller” vibe, so I think it’s a very fitting expression for the music we play.

The last tracks of the album are a little concept called The Lay Of Wayland and talks about Wieland the blacksmith. Why have you choose a “minor” character, even if it’s important for what he did?

Morten: I came across the legend of Wayland during my stay in England in 2005 when I saw the so-called Franks Casket displayed in the British Museum. This little whale’s bone box depicts parts of the legend on one of its sides. When working on the lyrics of Down The White Waters the story came to my mind again. I decided to use the legend because it is rather short but at the same time it has a lot of topics to offer (e.g. love, greed, revenge, persistence) and had not been used by any other band (at least to my knowledge). Also, the different stages of the legend worked well for the atmospheres and moods of the four songs which now form the Wayland-cycle.

In Chambers Of Stone I hear some similarities with Windir, I refer to some dramatic and gloomy melodies, but there aren’t hopeless. Do you know Windir’s music, and do you find my connection applicable to your music?

Skaldir: Finally somebody hears the Windir influence! Yes, I’m a fan of Windir’s music, especially Arntor and 1184. It was a special style of music that attracts me. It has folk elements but also it reminds on classical music sometimes as well as the obvious black metal influences.

The drum has been recorded by Dennis Strilinger, but he is not part of your official line-up. Do you want to continue in two, you and Morten, and hire from time to time a session man on drum for the albums? Will you bring Ash Of Ashes on stage?

Skaldir: We have to see how we continue. But Dennis most likely will play drums again. I hope so! I’ve already talked to some people about live shows. I need to get together a live band, but it’s a bit early to talk about it. But it could happen.

In the album Mathias Gyllengahm appears: how did the collaboration start? I think that when his instrument come out, they can really bring something more to the music.

Skaldir: I also like what it brings to the music. I’ve mastered Mathias’ latest Utmarken album and heard his nyckelharpa playing which was as amazing as the whole album musically. I wanted to work with him and had a folk song called Springar on the album I imagined would sound great with the nyckelharpa. He recorded that and later there was one more part I wanted to have him on. Both worked really well.

You deal with all the aspects of the recording of Down The White Waters and the final result is really good. Is working on your own music more difficult than working on other groups music? Can you remain “detached” when it concerne your album?

Skaldir: It is definitely more difficult to work on your own music. I can finish a mix and master for other groups much faster than my own stuff. Sometimes the look from the outside is missing and you get lost in details and can’t see the big picture anymore. I needed some longer breaks to be able to get on it again with a fresh view.

You worked in studio with many artists, but I would like to make you some compliments for what you did with many albums and I must say that we can “feel your touch” paying attention and listening the music in good earphones. How did you get on working with King Of Asgard, Myrkgrav and SIG:AR:TYR? Do you want to tell us something about the recording/mastering phases of some albums?

Skaldir: Myrkgrav were some of my early customers. We have been on the same label back then in 2005 or so. So Lars was searching for a place to master the album and the label guy gave him my contact. After that a lot more Scandinavian bands were asking me for mastering or mixing work. Other bands have heard other albums I worked on. They have read it in the booklet or get a recommendation from somebody, it’s always different.

How did you get into music and what was the first instrument that you played? What are your listening, non-metal also, in this period?

Skaldir: I started with organ and then moved on to keyboard and piano. Later I learned the guitar and eventually I started to sing. As a kid I liked some of the 80’s songs, they were kinda depressing hehe. Later I discovered the Scorpions and heavy metal bands like Helloween and Judas Priest. Then I was getting into the death metal thing and later in black metal. Nowadays I really like to listen to prog rock aswell as metal and also some older stuff from the 70’s and 80’s.

Thank you for the availability and for the realization of a beautiful album such as Down The White Waters, see you soon!

Skaldir: Thanks for supporting us with your review and this interview! It was a pleasure.

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