Intervista: Skálmöld 

Gli Skálmöld sono uno dei gruppi più presenti e apprezzati sulle pagine di Mister Folk: cinque album tutti di alta qualità, ma anche una grande presenza live, fanno della band islandese una delle realtà più interessanti e personali dell’intero movimento folk/viking metal. Occasione di questa chiacchierata col chitarrista Þráinn Árni Baldvinsson è il tour con i Finntroll da pochi giorni passato in Italia per tre date, quindi si è parlato dei live ma anche dell’ultima prova in studio Sorgir, dell’amicizia che lega i musicisti tra di loro e di viaggi in Islanda.

Un ringraziamento a Elisa di Bagana Music Agency per aver reso possibile l’intervista.

– SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION! – 

UN GRANDE RINGRAZIAMENTO A MARZIA VETTORATO PER LA TRADUZIONE DELL’INTERVISTA.

Il tour è iniziato da un po’: come stanno andando le cose?

È decisamente il nostro miglior tour. Non avrei mai immaginato, nemmeno nei miei sogni più selvaggi, che questo tour avrebbe riscosso così tanto successo. Le persone che vengono ai nostri concerti hanno partecipato anche agli show in Islanda, indossano t-shirt dei nostri primi live in Europa, nel 2011. È fantastico. Ed è molto divertente.

Sarete in Italia per tre date: cosa ci dobbiamo aspettare da questi spettacoli?

Beh, sino ad ora abbiamo già fatto 20 show del tour, quindi bene o male sappiamo cosa stiamo facendo, dovremmo conoscere bene i pezzi! A parte gli scherzi, ogni show è speciale di per sé, perché non utilizziamo le click-tracks: questo significa che Jón Geir, il nostro sorridente batterista (nel senso che quando suona sorride in continuazione! ndMF), può decidere di suonare i brani in maniera super veloce, e ciò rende unico (e più divertente!) ogni singolo live.

Inevitabile parlare della pausa che vi siete presi qualche tempo fa: solitamente è l’anticamera dello scioglimento, invece voi siete tornati attivi dopo circa un anno. Era semplicemente il bisogno di una pausa reale, lontani da contratti e programmazione, magari per godersi un po’ la vita con i propri cari?

In breve: sì. Amiamo ciò che facciamo e ci sentiamo davvero fortunati, ma andare in tour e far parte di questa meravigliosa creatura chiamata Skálmöld era diventato un po’ opprimente. I divorzi sono cose che capitano, e si prova una grande frustrazione nel non poter stare vicini ai propri figli. Una pausa era ciò di cui avevamo bisogno, e ne eravamo consapevoli. È qualcosa che non è mai stato oltre la nostra comprensione. Björgvin mi chiamò un mese dopo l’annuncio del nostro stop di un anno, e disse che sperava fossimo in tour in quel momento. È stato allora che ho capito che avevamo bisogno solo di alcuni mesi per ricaricare le batterie. Sapevamo davvero poco di cosa si profilasse all’orizzonte.

Una cosa che mi ha sempre sorpreso positivamente è il legame che c’è tra di voi: avete la stessa formazione da inizio carriera, e quando Gunnar non ha potuto seguirvi in tour al suo posto ha suonato Helga, sorella di Baldur e Snæbjörn. L’amicizia (e fratellanza) prima di tutto?

Naturalmente. Abbiamo deciso che niente avrebbe potuto distruggere la nostra band. Il denaro, le donne, davvero nulla avrebbe potuto rovinare tutto. Siamo stati tutti concordi, e sappiamo come supportarci a vicenda. Se (e quando) qualcuno ha bisogno di un calcio nel sedere, se lo becca. Quando qualcuno si sente depresso ha bisogno di trascorrere un po’ di tempo per conto proprio, lo ottiene, semplicemente passeggiando in centro o guardando un film. Ci sosteniamo l’un l’altro e, a mio avviso, è questa la magia della nostra band.

L’ultimo disco Sorgir è caratterizzato dalla formula dei quattro racconti di “sventura e morte” visti da due punti di vista diversi, per un totale di otto tracce. Trovo questa idea molto interessante e diversa dal classico concept album, vorrei quindi chiedervi come vi è venuta in mente questa formula e se ne siete completamente soddisfatti.

Ne siamo davvero felici. Snæbjörn ha avuto questa idea e ci abbiamo lavorato insieme: lui ha scritto i testi e la band, tutti noi, ha composto la musica. Siamo totalmente soddisfatti delle storie che ha realizzato, sono davvero spaventose e siamo cresciuti con racconti come quelli. Credimi, le ninne-nanne islandesi fanno davvero paura.

Il legame tra la vostra musica e il folklore locale è da sempre molto forte. Avete mai pensato di realizzare una canzone con un testo che parla del quotidiano o di una situazione “moderna”?

Ci abbiamo pensato, ma creare nuove storie è più divertente. È facile diventare un po’ più drammatici scrivendo musica per storie già esistenti, ognuno ha la propria opinione riguardo quelle vecchie, quindi comporre musica per quel contesto non avrebbe molto senso per noi. Detto ciò, potremmo anche cambiare idea, perché possiamo farlo e andrebbe comunque bene.

La prima volta che vi ho visto in concerto, autunno 2011 a Bologna, il solo Baldur suonò scalzo. A distanza di anni vi ritrovo quasi tutti scalzi sul palco, qual è il motivo di questa scelta?

No, non è vero. Baldur, Snæbjörn e Gunnar suonano a piedi nudi (allora ricordo male: la vecchiaia inizia a tirare brutti scherzi! ndMF), non sanno come si allacci una scarpa. Jón Geir suona indossando delle strane scarpe da ninja, mentre io e Björgvin conosciamo le scarpe. Siamo dei fighi.

Vi ho scoperti appena Baldur uscì per la Tutl Records: ricordo che la cosa che mi spinse ad ascoltarvi fu la foto della band dove eravate vestiti “normalmente” e ben due persone portavano gli occhiali da vista. Il genere era descritto come viking metal e mi sembrava strano non vedere pellicce, asce ed elmi in ferro, scatenando quindi la mia curiosità. Avete mai pensato ad inizio carriera di vestirvi anche voi da vichinghi? Oppure l’estetica casual è stata decisa a priori?

Per noi, vestirci con pellicce, brandire asce e quella roba lì non è mai stato contemplato. È sta la casa discografica a decidere che il nostro genere era il viking metal. Questo è ciò che le case discografiche fanno di solito, hanno bisogno di categorizzare le band per poterle immettere sul mercato e vendere. E com’è triste incontrare gente e sentirsi dire che non vogliono ascoltare la tua musica perché odiano il viking metal, salvo poi ascoltarla a casa di qualche amico o qualcosa del genere, e scoprirsi fan. Avrebbero potuto stare con noi sin dall’inizio, ma a volte non si dà una chance alla musica a causa della stupida idea per cui qualcosa possa essere noioso, solo perché uno sconosciuto l’ha etichettato. Andiamo, la musica è musica. Vogliamo solo suonare, e questo è ok. Mi ricordo di quando alcune persone rimasero sorprese nel vederci indossare gli occhiali. Credo che l’onestà sia molto più importante di un’illusione. Non fare ciò che non ti piace. Sii onesto, sii te stesso, e avrai successo.

Tra pausa e covid sono passati più di quattro anni dall’ultimo disco: nel 2023 ci sarà il nuovo disco?

Sì.

Chiudiamo una domanda diversa dal solito. Il grande Nord, soprattutto per i metallari, è una meta ambita. Quali sono quelle esperienze assolutamente da fare per chi si reca per la prima volta in Islanda?

Esci dalla “zona di comfort” e dai soliti itinerari turistici. Non fraintendermi, la maggior parte delle attività puramente turistiche è fantastica, ma è meglio trovare una guida locale indipendente e vivere l’Islanda senza essere circondati da turisti in stile “una foto qui, una lì, e sotto con la prossima località”. Fermati per qualche settimana, rilassati e goditi qualche escursione, vai a qualche spettacolo, che sia di musica o teatro. Cerca di andare nella zona sud (anche il nord, l’est e l’ovest sono meravigliosi) e goditi la natura.

Be safe,

Þráinn Árni Baldvinsson

ENGLISH VERSION:

The tour started a while ago: how is it going?

It´s our best tour yet. I did not in my wildest dreams imagine this tour would be as successfull as it has turned out. The people who come to the shows have been to Skálmöld-shows in Iceland, they have t-shirts from our first shows in Europe from 2011. It´s amazing. This is so much fun.

You have three shows scheduled in Italy: what should we expect from them?

Well, we have already played 20 shows so far on the tour so we kinda know what we are doing, we know the songs by now. But joking aside, every show is special since we don’t use click-tracks, that means that if Jón Geir, our smiling drummer, decides to play songs super fast, he can do that and that makes every show special and way more fun to play. Expect fun and happiness from us!

It is inevitable to mention the hiatus you went on some time ago: it is usually the prelude of a split-up, but you became active again after about a year. Was it just because you needed a real break to enjoy some time with your families, far from contracts and scheduling?

Short answer is; yes. We love what we are doing and we feel very lucky but touring and being a part of this wonderful thing called Skálmöld just became a bit overwhelming. Divorces is one thing that happens and you get frustrated being away so much from your children. But a break was the only thing we needed and we knew that. It was never over in our minds. Björgvin called me one month after we announced the one year hiatus and said he wished we were on tour at that exact moment. That is the moment I knew we would just need a few months to re-charge our batteries. Little did we know what was on the horizon.

One thing that has always surprised me positively is the bond existing between all of you: you have had the same line-up since the beginnings, and when Gunnar wasn’t able to join you on tour, Helga (Baldur and Snæbjörd’s sister) took his place. Do you put friendship (and brotherhood) in the first place?

Ofcourse. We decided that nothing would destroy this band. Money, women, anything really, nothing would ruin this. Everyone agreed and we know how to support each other. If (when) someone needs a kick up the backside, he gets a kick up his backside, when someone is feeling depressed and needs some time alone, he gets time alone, walking downtown or watching a movie. We support each other and that is the magic of this band. In my opinion.

Your last album Sorgir is characterized by a formula, with four tales of “woe and death” seen through two separate points of view, for a total of eight tracks. I find this to be a very interesting idea, quite different from a traditional concept album, so I’d like to ask how you came up with this formula and if you’re completely satisfied with it.

We are very happy. Snæbjörn got the idea and we worked on it with him but he writes all the lyrics and we, the band write the music, all of us. We are completely satisfied with the stories he wrote, they are scary shit and we grew up on stories like that. Icelandic lullabies are scary as hell. Believe me.

Your music has always had a strong connection with local folklore. Have you ever thought about creating a song with lyrics referring to more “common” themes, or a “modern” situation?

We have thought about it but making new stories is more fun. It´s easy to get a bit too dramatic writing music to already existing stories, everybody has an opinion on the old stories so for us to write music to it would not make sense. Saying that now, we could easily change our minds because that is ok, we can change our minds.

The first time I attended one of your shows, autumn 2011 in Bologna, only Baldur played barefoot. A couple of years later I end up seeing all of you barefoot on stage. How come?

Not true. Baldur, Snæbjörn and Gunnar play barefoot, they do not know how to tie a shoe. Jón Geir plays in some strange Ninja-shoes and me and Björgvin know shoes. We are cool.

I discovered you when Baldur was released under Tutl Records. I remember that what pushed me to give it a try was a photo of the band with everyone wearing “normal” clothes, and two people even wore glasses. The genre was described as Viking metal and it felt odd to not see furs, axes, and iron helms, and that piqued my interest. Have you ever considered Viking outfits, or was this “casual style” a conscious decision?

For us, dressing in furs and wearing axes and shit was never an option. The record company decided we were viking metal. That is what record companies do, they need to categorize bands so they can market them and sell them. How sad is it when you meet people who said they did not want to listen to your music because they hate viking metal, but then the heard your music at a friends house or something and they are now fans. They could have been with us from the beginning but because of some stupid idea that something might be boring which someone you don’t know categorized, you didn’t give the music a chance until after so so many years… come on. Music is just music. And we just want to play music and ok. I remember when some people were surprised seeing some of us with glasses. I just think honesty is more important than an illusion. Don’t do stuff you don’t like. Be honest, be yourself and you will be succesfull.

First your hiatus, then the COVID-19 pandemic: more than four years have passed since the release of your last album. Are you going to make a new one in 2023?

Yes.

Let’s end this interview with a question different from the usual ones. The Great North is a popular destination among metalheads: what kind of unforgettable experiences would you recommend to someone who visits Iceland for the first time?

Go out of the safe zone of the basic tourist thing. Don’t get me wrong, most of the basic tourist stuff is cool, but find a local, independent guide and experience Iceland without being surrounded by all the “one phote here, one photo there and off to the next place” tourists. Stay a few weeks, relax and enjoy some outdoor walking, see some shows, music, theatre even. Try to go outside of the southern part, east, north and west are also super cool and enjoy the nature.

Be safe,

Þráinn Árni Baldvinsson

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