Withered Land – Hall Of The Dead

Withered Land – Hall Of The Dead

2025 – full-length – Earth And Sky Productions

VOTO: 7,5 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Olga Kann: voce, basso, tastiera, kantele, tagelharpa

Tracklist: 1. Through The Winterhold’s Blizzard – 2. Dark Pale Winter – 3. In The Restless Depths Of Istengrav – 4. Revenge Of The Fallen – 5. All Dead, All Rotten – 6. Draugrs Of The Dead Men’s Respite – 7. Hall Of The Dead – 8. My Last Autumn (bonus track)

IN BREVE

Il secondo disco della one woman band bielorussa mette in mostra le qualità artistiche di Olga Kann, screamer di qualità e musicista con una buona visione: il suo fantasy black metal regala gioie fin dal primo ascolto.

RECENSIONE

Nel 2020 la bielorussa Olga Kann ha dato vita al suo progetto black metal Withered Land, con l’obiettivo di realizzare musica estrema e pesante che sa però strizzare l’occhio alla melodia e, in un certo senso, al folk. La musicista di Minsk si era già fatta notare con i Monumentum Damnati, ma è con la sua creatura che sta riuscendo ad esprimere in pieno tutto il potenziale che è in lei.

Il nome di Olga Kann, in verità, non dovrebbe essere nuovo ai lettori di questo sito e ai fan del folk metal (e non solo) underground, in quanto il suo nome fa parte di quella cerchia di talentuosi artisti emergenti per quel che riguarda copertine e artwork: alcuni dei suoi lavori impreziosiscono i cd di Ruadh, Bloodshed Walhalla, Rivendell, Theoden’s Reign, Havamal, Ilmarinen, Kraamola e Cnoc An Tursa tra gli altri.

Hall Of The Dead è un bel cd di epic black metal sinfonico (lei lo definisce fantasy black metal), sulla scia di Summoning ed Emyn Muil, ma con la componente folk (tagelharpa e kantele) a diversificare la proposta rendendola così maggiormente personale. La musica è ispirata dalla natura incontaminata, dalle battaglie e dalla mitologia, ma anche dai libri di Tolkien e dai videogiochi Warcraft e The Elder Scrolls. La maggior parte degli strumenti sono suonati da Olga Kann, compresi quelli folk che in diversi momenti riescono a fare per davvero la differenza; l’unico guest presente in tutti i brani è il chitarrista Filippos Koliopanos (Oceans Of Grief), già collaboratore di vecchia data della Kann.

L’opener Through The Winterhold’s Blizzard inizia con il più classico degli arpeggi black metal, continuando poi un’alternanza di mid-tempo e ritmi incalzanti con riff melodici e urla furiose. La successiva Dark Pale Winter è una canzone dalle ritmiche incalzanti, tipicamente black metal nel riffing; il break centrale è una boccata d’ossigeno prima di ripartire alla velocità della luce, ma nella seconda parte del brano i riff cambiano e i fraseggi della chitarra la fanno da padrone, in questo modo i 6:30 della canzoni non risultano ripetitivi. In The Restless Depths Of Istengrav è uno strumentale ambient di grande impatto che porta a Revenge Of The Fallen, la canzone più summoninghiana del lotto: black metal atmosferico e cupo, epico ma inquietante, un brano decisamente ben realizzato. Si passa alla narrativa del divino Tolkien con All Dead, All Rotten, un crudo racconto della battaglia di Dagorlad, fatto avvenuto nella Seconda Era quando l’Oscuro Signore si scagliò contro Gondor: “Tutti morti, tutti putridi. Elfi e Uomini e Orchi. Le Paludi dei Morti. C’è stata una grande battaglia molto tempo fa” racconta Smeagol. Ci si avvicina al termine di Hall Of The Dead con la breve strumentale Draugrs Of The Dead Men’s Respiteche è divisa in due sezioni: la prima ambient e la seconda tipicamente black metal; a concludere i trentasei minuti del full-length ci pensa la title-track, inizialmente cantata in clean da Olga su una base di pianoforte e arpeggio di chitarra che precede l’esplosione di doppia cassa, distorsioni e urla. Il riffing è ispiratissimo, i giri della sei corde dettano legge e tra melodie e stacchi tirati è un tripudio di black metal melodico, probabilmente il pezzo più completo e accattivante dell’intero lavoro. Nella versione cd (e non presente negli store online e su Spotify) troviamo la bonus track My Last Autumn dove fanno capolino gli ospiti Astaroth (Raventale) alla chitarra, l’americano Giovanni A. Vigliotti (Somnent) alla voce pulita e Alexaner Rabets (Bleeding Malice) ai cori. Il brano parla delle difficoltà delle vita pagando tributo a The Elder Scrolls, mentre musicalmente è meno diretto delle precedenti tracce, non disdegnando aperture melodiche che per un breve momento hanno ricordato anche i nostrani Novembre.

Hall Of The Dead è pubblicato in un bel digipak a quattro pannelli curato con attenzione e il booklet di sedici pagine – è quasi superfluo dirlo – è dettagliatissimo: foto della musicista, immagini con riferimenti ai temi trattati e l’inclusione di tutti i testi rendono il libricino completo di ogni informazione necessaria per vivere appieno l’ascolto dei Withered Land.

Dopo il buon inizio rappresentato dal debutto The Endless Journey del 2021, il progetto di Olga Kann prosegue all’insegna della qualità e della sincerità (a tal proposito i ringraziamenti per l’ispirazione a Tolkien, Warcraft e The Elder Scrolls la dicono lunga): i Withered Land hanno tutte le carte in regola per ritagliarsi uno spazio all’interno della scena black metal, soprattutto quella zona atmosferica-epica che molto deve a Summoning, Bal-Sagoth, Caladan Brood e Sojourner.

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