Korrigans – Ferocior Ad Rebellandum

Korrigans – Ferocior Ad Rebellandum

2014 – full-length – Nemeton Records

VOTO: 7,5 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Thanatos: voce – Torc: chitarra, bouzouki, tin e low whistle – Ensis: chitarra – Dalk: basso – Solstafir: batteria – Spiorad: fisarmonica, tastiera

Tracklist: 1. Proemio – 2. Latium Vetus – 3. Il Baluardo – 4. Iter Bellicum I: L’Aruspice – 5. Iter Bellicum II: Le Saturnie Mura – 6. Corbium Capta Est – 7. Bacchanalia – 8. Rebellio – 9. Ferocior Ad Rebellandum – 10. L’Animo Degli Eroi

korrigans-ferocior_ad_rebellandumLa scena italiana si arricchisce di un nuovo gruppo assai promettente, i Korrigans. In realtà la band laziale è attiva dal 2012, anno durante il quale ha pubblicato il demo self titled, ma è con questo Ferocior Ad Rebellandum che la formazione pontina balza all’attenzione degli amanti della scena pagan folk: il sound non del tutto definito del demo è maturato e cresciuto di pari passo con l’abilità tecnica e di scrittura dei musicisti; i testi, come vedremo più avanti, sono parte fondamentale dell’opera e risultano essere interessanti e fortemente legati al territorio di provenienza della band.

Ferocior Ad Rebellandum è un lavoro di extreme folk metal che brilla di luce propria nonostante l’evidente influenza degli abruzzesi Draugr. Nei cinquantadue minuti di durata prevalgono i tempi medi dove il frontman Thanatos (già conosciuto tramite il demo dei romani Dyrnwyn) riesce ad esprimersi al meglio grazie a deliziose rime e cambiando spesso stile vocale (anche a seconda dei personaggi interpretati), comunque quasi sempre d’impronta black metal.

Un aspetto fondamentale per i Korrigans è rappresentato dai testi: in Ferocior Ad Rebellandum si narra, anche grazie alle parole di Tito Livio, storico romano del I secolo, della rivolta mossa dalla popolazione italica dei Volsci contro l’allora giovane forza di Roma, storia che si conclude nel 446 a.C. con la vittoria dell’esercito dell’Urbe nella Piana di Corbione. Fa veramente piacere constatare come gruppi una volta interessati ad altre tematiche (e influenze musicali) abbiano iniziato a raccontare della propria terra, scavando nel passato e cercando intorno a loro gli input per fare grandi dischi: dopo i seminali Draugr è stata la volta dei Gotland dell’eccezionale Gloria Et Morte, e ora si può festeggiare la fresca pubblicazione dei Korrigans per mano della Nemeton Records.

Proemio è l’intro del disco, dove la tastiera e la fisarmonica accompagnano Thanatos che declama l’opera di Tito Livio. Primo brano “vero” è Latium Vetus, sette minuti di mid tempo dove non mancano apprezzate sfuriate black oriented ed epiche melodie. Semplicemente ottima Il Baluardo: musicalmente presenta dei fraseggi di chitarra accattivanti, con la parte strumentale curatissima e gli inserti folk perfetti. Il baluardo non è altro che uno “straniero” divenuto il leader dell’esercito dei Volsci, il tutto descritto con un linguaggio poetico studiato nei minimi dettagli. Iter Bellicum I: L’Aruspice vede nella prima parte i Korrigans dare parecchio spazio alle influenze folk, ma è presente anche una parte più tirata (stilisticamente vicina ai vecchi Ensiferum) che riesce a dare un po’ di energia aggiuntiva al disco. Strumenti acustici introducono Iter Bellicum II: Le Saturnie Mura, composizione da quasi nove minuti dove la fisarmonica di Spiorad regna sovrana. Ottima la prova di Thanatos e molto interessanti le parti strumentali, dove di tanto in tanto si tenta qualcosa di “nuovo”. Corbium Capta Est è un bel pezzo dinamico e personale dalla forte impronta folk, con il testo che racconta dei successi dei guerrieri volsci e della presa di Corbione, fatto che scatenerà come non mai l’ira dei romani. Ma prima della grande battaglia c’è tempo per festeggiare il cammino compiuto: Bacchanalia è una composizione allegra e diversa da tutte le altre, dove a risaltare è lo spirito più godereccio e festoso, come giustamente era l’animo dei guerrieri arrivati a sfidare la potenza di Roma:

Al  domani or non pensiamo
E sol Bacco celebriamo
Possa dar a nostre menti

Assenza di patimenti

Rebellio, cantato in latino, è un intermezzo molto evocativo, un bellissimo modo per condurre l’ascoltatore alla title track, il momento più importante dell’intero album. L’esercito italico pensa di avere in mano la battaglia e di poter sconfiggere Roma, ma la storia racconta della potenza dell’Urbe capace di spezzare e sottomettere qualunque nemico per ancora molti secoli. L’Animo Degli Eroi è quel che resta, ovvero il coraggio di aver affrontato senza paura un avversario tanto potente, combattendo con furore e trovando la morte con onore. Musicalmente si tratta di un up-tempo che ben si presta al testo che parla di una sconfitta affrontata a testa alta:

Vermiglio color fango fragor d’acciaio
Corpi che cozzan vite fuggon via
Mamerte impera niun gli sfuggirà

In questo giorno Ade si riempirà!

Lo scontro volge al termine, il Baluardo è trafitto da una freccia e la Piana di Corbione è la tomba della ribellione: musica e testo vanno di pari passo, quindi le note sono oscurate da una palpabile sofferenza.

L’aspetto visivo, per la band, è molto importante: gli abiti di scena sono ben curati e le foto promozionali accattivanti, così come il booklet di sedici pagine (opera di Davide Cicalese, cantante dei Furor Gallico) è completo di testi, informazioni e immagini dei membri del gruppo. Le fasi di registrazione e missaggio si sono svolte a Latina presso lo Zero Zero Studio: non tutto è perfetto e alcune cose potevano essere fatte meglio (il suono delle chitarre e alcune regolazioni di volume), ma considerando che per i ragazzi è la prima vera esperienza in studio non ci si può lamentare più di tanto.

Ferocior Ad Rebellandum è un ottimo disco di folk italico con testi e musiche diverse da quelle che si è abituati ad ascoltare in giro, sicuramente (e finalmente) più vicini a noi italiani e alla nostra cultura. Questo è uno dei motivi che dovrebbe far venire la curiosità di ascoltare i Korrigans, ma fortunatamente c’è molto di più. La musica è l’altra nota positiva del full-length, già buona ma che può e deve maturare ulteriormente nei prossimi lavori. La personalità non manca, la voglia di osare anche, la competenza è già mostrata: alcuni piccoli miglioramenti e i Korrigans potranno sfornare un vero capolavoro. Per il momento possiamo godere di questi cinquantadue minuti di buono e sincero extreme folk metal italico. Complimenti.

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