Best album 2018: Bloodshed Walhalla!

BEST ALBUM 2018

Il 2018, fortunatamente, è stato un anno ricco di album belli. Non sono mancate le sorprese, le delusioni e le mezze delusioni, ma oggi si parla solo di bella musica e per fortuna non è stata poca. La selezione dei dischi più meritevoli è stata difficile, sono rimasti fuori lavori e nomi importanti (Arkona, Heidevolk e Cruachan tra gli altri), ma una lista di venti o più dischi avrebbe avuto poco senso.

Il 2017 ha visto vincere Scuorn con il disco di debutto Parthenope, chi si siederà per dodici mesi sul trono del folk/viking metal?

1° Bloodshed Walhalla, 142 voti: Il disco Ragnarok non è stato del tutto una sorpresa, d’altra parte lo scorso anno il lavoro Thor era arrivato terzo nel sondaggio di fine anno. Puro viking metal di matrice bathoriana che negli ultimi tempi ha incorporato elementi di Moonsorrow e Turisas, il tutto realizzato da una sola persona nel profondo sud Italia. Sembra una storia/leggenda ma è realtà, e per il 2019 Bloodshed Walhalla inizierà a suonare sui palchi italiani…

2° Celtachor, 99 voti: la band di Dublino ha intrapreso un percorso personale fin dal grezzo demo del 2010 In The Halls Of Our Ancient Fathers. La musica è diventata più avvincente e il sound meno spigoloso e, otto anni dopo, arriva la pubblicazione del terzo full-length Fiannaíocht, un disco che va ascoltato con attenzione per poi prendere l’aereo e andare in Irlanda per passeggiare nel Connemara con la musica dei Celtachor in cuffia.

3° Selvans, 70 voti: Faunalia degli abruzzesi Selvans è un lavoro amato in Italia e all’estero ed è facile capirne il motivo: si tratta di un’opera monumentale di Musica con la M maiuscola, al di là dei generi e delle lingue parlate. Il percorso del duo italiano è ancora all’inizio ed è eccitante non sapere in quale direzione andrà il prossimo lavoro.

3° Kanseil, 70 voti: la band nord italiana non smette di stupire, e lo fa fin dal demo Tzimbar Bint del 2013. Da allora due dischi di altissima qualità e una manciata di canzoni da far accapponare la pelle dall’emozione, su tutte Vajont dal debutto Doin Earde. Nel 2018 la magia si è ripetuta con Fulìsche e gli amanti del folk metal non possono che ringraziare.

5° Primordial, 48 voti: la formazione guidata dal cantante Alan Averill non ha mai sbagliato un disco, cosa quasi incredibile considerando che gli irlandesi sono in giro dal 1993 ed hanno pubblicato 9 full-length. L’utilmo Exile Amongst The Ruins è “semplicemente” un gran bel disco che dopo numerosi ascolti continua a stupire ed emozionare.

Gli altri: i nomi esclusi dalla top 5 sono eccellenti, basti pensare a Korpiklaani – finalmente tornati ai vecchi fasti qualitativi con un disco vario e per certi versi introspettivo – e i vecchi maestri del viking metal Einherjer, anche loro autori di un full-length come Norrøne Spor degno dei capolavori di inizio carriera. Gli Heidra del convincente The Blackening Tide si difendono bene, mentre i Bucovina, ancora poco conosciuti in Italia, hanno semplicemente confermato con il nuovo Septentrion quanto di buono fatto ascoltare con i vari Sub SteleNestrămutat, ma a dire la verità stupiscono i pochi voti ricevuti dall’eccellente Hugsjá del duo Ivar Bjørnson & Einar Selvik: potete sempre leggere la recensione e recuperare il disco alla prima occasione.

BEST DEBUT ALBUM 2018:

I dischi in concorso non erano molti perché, la maggior parte delle volte, i debutti non riescono a trasmettere in pieno l’arte e la grinta dei musicisti. Ma ci sono delle eccezioni, chiaramente:

Sic Transit Gloria Mundi dei romani Dyrnwyn è il vincitore del 2018, votato soprattutto all’estero, bel riconoscimento per una formazione che sembra aver trovato una via personale per proporre folk/pagan metal. Onore comunque alle altre band in lizza per vincere il premio, tutte autrici di cd di qualità.

E il 2019? Partendo dall’Italia i primi nomi che vedranno pubblicati i propri dischi sono Furor Gallico e Calico Jack, mentre per gli Atlas Pain bisognerà aspettare qualche mese in più, così come per i toscani Wind Rose (su Napalm Records!), Stilema e Blodiga Skald. A livello internazionale sono diversi i gruppi che avranno un nuovo lavoro sugli scaffali (sempre più virtuali) dei negozi. Gli svedesi Månegarm e i norvegesi Trollfest sono tra i più attesi insieme ai sempre più popolari Eluvieitie, ma occhio a Árstíðir lífsins, XIV Dark Centuries, Zgard, Eternknight, Saor, Gernotshagen, Aether Realm (passati da poco su Napalm Records), Drenai e tanti, tanti altri che si aggiungeranno con il passare delle settimane. Insomma, anche per il 2019 sono previste grandi uscite (i veri big rimangono comunque gli Amon Amarth) e le realtà underground produrranno lavori da far leccare i baffi. Continuate a seguire Mister Folk per scoprire giovani musicisti e band di culto, il viaggio è solo all’inizio!

Infine vi ricordo che potete scaricare gratuitamente la nuova MISTER FOLK COMPILATION VOL. VI (18 gruppi + artwork professionale di Elisa Urbinati Illustration) per farvi un’idea di come suona l’underground folk oriented, bastano un paio ci click!

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