Wardruna – Runaljod – Gap Var Ginnunga

Wardruna – Runaljod – Gap Var Ginnunga

2009 – full-length – Indie Recordings

VOTO: CAPOLAVORO – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Kvitrafn: voce, tutti gli strumenti e suoni – Gaahl: voce – Lindy Fay Hella: voce – Hallvard Kleiveland: hardingfele

Tracklist: 1. Ár var alda – 2. Hagal – 3. Bjarkan – 4. Løyndomsriss – 5. Heimta Thurs – 6. Thurs – 7. Jara – 8. Laukr – 9. Kauna – 10. Algir – Stien klarnar – 11. Algir – Tognatale – 12. Dagr wardruna-runaljod-gap_var_ginnenungagapCi sono gruppi e progetti che vanno oltre la musica, dischi che non ci si può (e deve) limitare al semplice ascolto, ma bisogna viverli in maniera completa per capirne l’essenza e lo spirito che ha mosso i musicisti alla loro creazione. Sono pochi in realtà, e ancor di meno quelli che riescono a ipnotizzare l’ascoltatore a distanza di anni dalla pubblicazione del cd. Runaljod – Gap Var Ginnunga, debutto del 2009 dei norvegesi Wardruna, è uno di questi.

I Wardruna sono una band in attività dal 2003 nota anche tra gli ascoltatori di heavy metal innanzitutto per la grande qualità della proposta musicale, ma anche per la partecipazione di Kristian Eivind Espedal, famoso come Ghaal, musicista di God Seed ed ex Gorgoroth. In realtà la band “appartiene” a Kvitrafn, vero e proprio genio musicale, artista dalla grande abilità compositiva, anche lui dai trascorsi metallici: drummer per il disco Twilight Of The Idols – In Conspiracy With Satan dei Gorgoroth e soprattutto membro dei Bak De Syv Fjell, band che ha pubblicato un demo e un EP – ’96 e ’97 – di grande qualità.

Runaljod – Gap Var Ginnunga, primo disco della trilogia Runaljod, viene riproposto dall’etichetta Indie Recordings oltre cinque anni dopo l’originale pubblicazione per due motivi: la prima è per la messa in vendita della versione vinile dell’album (bianco in cento copie, nero in quattrocento), la seconda per celebrare il successo della nota serie televisiva Vikings, nella quale i Wardruna vantano la collaborazione di Einar Kvitrafn Selvik con Trevor Morris, autore della colonna sonora, dove la band trova spazio all’interno delle puntate.

Il concept che muove la trilogia è quello del Fuþark antico, prima forma di alfabeto runico utilizzato dalle popolazioni germaniche. Il Futhark antico consta di ventiquattro rune e ogni capitolo della saga Runaljod ne prende in esame otto, interpretandole musicalmente; i testi sono in norvegese, antico norreno e proto norreno.

Tutto è studiato nel minimo dettaglio, nulla è lasciato al caso. Eppure non c’è un solo secondo che risulti freddo o non genuino. La musica di Runaljod – Gap Var Ginnunga è calda e avvolgente, intima e delicata. Musica creata per “viaggiare”, lasciare questi pesanti corpi e lasciarsi cullare dalle note della band norvegese. Non può esserci altro ascolto, non si tratta dell’ennesimo gruppo folk oriented o black/viking che può essere piacevole anche come sottofondo mentre si fanno le faccende di casa, i Wardruna vanno vissuti con la mente sgombra da pensieri, rilassati e concentrati solo su quello che esce dalle casse dell’impianto stereo. Non c’è altro modo per ascoltare Runaljod – Gap Var Ginnunga. Gli scenari che si schiudono sono maestosi e inquietanti, le note delle varie Hagal o Jara sono le indicazioni per compiere il viaggio nella maniera corretta. Possono essere incantevoli fiordi norvegesi, tumultuose discese di fiume o movimentati viaggi in nave diretti verso chissà quale sconosciuta terra, con le onde che definiscono il respiro e il movimento del corpo. Le pareti che ci circondano svaniscono lasciando spazio alle immagini, reali e fisiche, che gli strumenti e le melodie ci suggeriscono.

La musica dei Wardruna, come detto, è intensa. Note pregne di sangue e sentimento. Lo si può definire folk/ambient o “musical constellation set out to explore and evoke the depths of Norse wisdom and spirituality” per dirlo con le parole dei musicisti stessi. Tra voci sussurrate, antichi strumenti ormai quasi dimenticati, cori impetuosi e suoni della natura, i Wardruna rapiscono l’ascoltatore, ipnotizzandolo con l’elegante e già citata Jara (dove è presente Hallvard Kleiveland all’hardanger fiddle, il violino norvegese utilizzato nella musica popolare), con la cadenzata e ripetitiva Kauna e Algir – Stien klarnar Laukr, musica tribale per celebrare le funzioni religiose. Sulle altre, per quanto possibile data l’alta qualità di tutte le composizioni, spiccano la breve (due minuti appena) Kauna, ritmata e cantata in una maniera praticamente inedita per questo disco e la ieratica Dagr, traccia conclusiva di Runaljod – Gap Var Ginnunga.

La ricerca dei Wardruna non si ferma allo studio delle rune: sono stati utilizzati per la registrazione del disco (spesso all’aria aperta) strumenti arcaici e non usuali per i nostri tempi quali il corno di capra e lo strumento a fiato chiamato lur, kraviklyre e tagelharpe a corda. In un contesto del genere sono perfetti anche i suoni “naturali” di alberi, rocce e acqua che Kvitrafn ha catturato nel corso degli anni.

Runaljod – Gap Var Ginnunga è un capolavoro del genere. Tutto è perfetto, in qualunque modo si voglia ascoltare/interpretare l’album. C’è solo da premere play e lasciarsi trasportare dalle immortali note dei Wardruna.

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