Folkstone – Oltre… l’Abisso

Folkstone – Oltre… l’Abisso

2014 – full-length – Folkstone Records

VOTO: 8,5 – Recensore: Mr. Folk

Formazione: Lore: voce – Luca: chitarra – Federico: basso – Edo: batteria – Silvia: arpa – Roby: cornamusa, bombarda, voce – Matteo: cornamusa, bombarda, ghironda – Andrea: cornamusa, bombarda, percussioni – Maurizio: cornamusa, bombarda, flauto, uillean pipe, bouzuki, cittern

Tracklist: 1. In caduta libera – 2. Prua contro il nulla – 3. La tredicesima ora – 4. Mercanti anonimi – 5. Respiro avido – 6. Manifesto sbiadito – 7. Le voci della sera – 8. Nella mia fossa – 9. Fuori sincronia – 10. Soffio di attimi – 11. L’ultima notte – 12. Ruggine – 13. Tex – 14. Oltre… l’Abisso

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La vita va avanti, sempre e comunque. Ci sono le difficoltà, ci sono i dispiaceri, ci sono gli obblighi assurdi che cercano di tarpare le ali. Ma ci sono anche i sorrisi e i pomeriggi autunnali che preannunciano l’inverno con ancora il sole che riesce a scaldare i cuori. L’abisso raccontato dai Folkstone è la vita stessa, con tutto quello che porta con sé. Momenti belli e cupi, visi dolci e urla di dolore. Il ragazzo che si sentiva immortale si rende conto, una volta divenuto uomo, del peso del mondo, e delle proprie decisioni.

Così è la storia dei Folkstone: da montanari pieni di musica a musicisti pieni di storie da raccontare. Difficile immaginarsi un disco come Oltre… l’Abisso anche solo qualche anno fa, dopo il ruspante Damnati Ad Metalla. Le cornamuse ritmate e l’atmosfera goliardica di pezzi come Un’altra volta ancora sono ormai un ricordo, e in tutta sincerità non è necessariamente un male. La musica cambia con le persone, i testi ora sono ancora più crudi, diretti, duri e malinconici rispetto al passato. Con Oltre… l’Abisso i Folkstone hanno attraversato definitivamente la linea segnata con Il Confine di due anni fa, lavoro che infrangeva alcuni cliché del folk metal e dei primi due cd della band di Bergamo, riscuotendo – giustamente – un gran successo di critica. Il sound è ulteriormente maturato e il risultato è diverso da quanto proposto dal resto della scena, sicuramente di non semplice ascolto, dove gli strumenti folk sono utilizzati in maniera intelligente e la voce di Lore spicca come non mai. Il frontman ha con gli anni lavorato sulle proprie corde vocali, migliorando anno dopo anno la tecnica, fino a diventare una grande certezza sul palco e su disco.

Il compito di aprire Oltre… l’Abisso è affidato a In Caduta Libera, brano scelto per il bel videoclip promozionale. Un classico pezzo dei “nuovi” Folkstone, bello, accattivante e orecchiabile, con Lore in grande evidenza. Si prosegue su questa via con Prua Contro Il Nulla, traccia quasi radiofonica tanto è facile memorizzarla e cantarla dopo pochi ascolti. Chitarre roboanti e moderne per La Tredicesima Ora, canzone che mostra una nuova faccia dei Folkstone, decisamente gustosa: graziose note di arpa e le epiche cornamuse fanno da contraltare alla sei corde del (finalmente) protagonista Luca. La tracklist prosegue con l’ottima Mercanti Anonimi, nella quale Lore divide il microfono con Roberta, autrice di una prova assolutamente convincente. La base sonora è lineare e curata, tra ritmiche cadenzate, ottimi fill di Edo alla batteria e gli strumenti folk a creare la perfetta cornice per i due cantanti. Respiro Avido, già pubblicata nel 2012, è diventata in poco tempo un classico nei concerti dei Folkstone: nel contesto album guadagna non pochi punti, diventando uno dei momenti migliori di Oltre… l’Abisso. Manifesto Sbiadito è un brano soft molto delicato, ben differente da Le voci della sera che invece ha un sapore medioevale: Lore pare un menestrello e il testo è semplicemente bellissimo:

Ascolto rapito le fioche voci della sera
cerco nel presente un senso al mio ieri e al mio domani

Come ospite c’è Chris Dennis al violino, musicista che ha suonato dal 1974 al 1990 nei Nomadi e successivamente nei Modena City Rambles, dei quali è uno dei fondatori. Nel finale è presente uno stacco folk/medieval che dona energia e grinta in abbondanza. Una gradita sorpresa è rappresentata da Nella Mia Fossa, dove a suonare in questa canzone up tempo vicina stilisticamente ai Dropkick Murphys troviamo per la prima volta le cornamuse scozzesi: il risultato è semplicemente grandioso. Uno dei brani più pesanti è senz’altro Fuori Sincronia, dalle sonorità vicine a quelle di Damntati Ad Metalla; segue un brano inizialmente pacato destinato a togliere il sorriso agli ascoltatori: Soffio di Attimi è un pezzo introspettivo, struggente, tremendamente elegante, sullo stile di Ombre Di Silenzio, uno dei picchi de Il Confine. L’Ultima Notte è una canzone grintosa, “metal”, con tanta chitarra e ritmiche potenti, con lo stacco strumentale dopo le strofe che è uno dei migliori dell’intero disco. Il full length prosegue con Ruggine che parte un po’ fiacca, ma bastano un ritornello e l’ingresso della cornamusa per cambiare tutto e conquistare l’ascoltatore:

Scappare o stare?
sussulto di un secondo e poi via!

Tredicesima traccia è la cover dei Litfiba Tex, già proposta nell’ultimo tour e amata dai fan. Arrangiare un classico del rock italiano in chiave Folkstone deve aver sicuramente divertito Maurizio e compagnia suonante, come si può sentire nei quasi quattro minuti di durata. Ultima composizione dell’album è la title track, chiusura degna di un cd maturo e sincero:

Se siamo scheggie d’eternità voglio
un tramonto unico

La copertina e l’artwork sono di fattura classica per i Folkstone: disegni di Jacopo Berlendis e un significato evidente e in linea con i testi delle canzoni. Troviamo, difatti, i ragazzi sul palco intenti a suonare anche se impiccati, come a dire che nonostante le difficoltà della vita si cerca di andare avanti, sconfiggere i problemi e seguire la propria via. Folkstone che troviamo anche tra il pubblico, anche se coperti da maschere, intenti a godersi lo spettacolo visivo/musicale. La produzione è semplicemente eccellente: suoni, equalizzazione, pulizia, tutto è perfetto.

Oltre… l’Abisso è la conferma, se mai ce ne fosse bisogno, della bravura dei Folkstone. Maturo e personale, bello e interessante, il quarto disco della band orobica è non semplice da digerire (anzi, all’inizio spiazza non poco), ma che migliora ascolto dopo ascolto, fino a diventare una vera droga. Un cd (e vinile) da avere e consumare a forza di ascolti.

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One thought on “Folkstone – Oltre… l’Abisso

  1. Folkstone est le meilleur groupe Italien de sa génération et avec leur nouvel album “Oltre l’abisso ” ils ont encore progressé ! Cet album est magnifique ! il faut plusieurs écoutes pour se rendre compte de l’extrême qualité des compositions .
    pour l’instant j’ai un faible pour “in caduta libera ” avec son interméde celtique ; ” Mercanti anonimi ” avec la voix magnifique de Roby ; “Le Voci della Sera” avec son final violon /cornemuse et “Nella mia Fossa ” son rythme frénétique et sa cornemuse Ecossaise .
    la voix de Lore est parfaitement exploitée et sylvia est plus présente sur cet album , ce qui enrichi la palette musicale de Folktsone . Je crois que maintenant on ne pourra plus faire de références au Folk Metal Allemand , ( je n’ai d’ailleurs jamais compris ces références car l’utilisation par Folkstone de la cornemuse sur les phrases mélodiques est plus proche de la Bretagne , la Galice ou l’Ecosse que de l’Allemagne ) Folkstone a su créer un nouveau style : le style ” Folkstone ” une musique résolument Celtique , une base rhytmique ” hard rock ” ( mais pas Metal ) des mélodies magnifiques , une touche de féminité enivrante et des textes qui dénoncent toutes les dérives de ce monde .
    alors les Folkstone , encore un petit effort : venez en France !

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