Eluveitie – Evocation II: Pantheon

Eluveitie – Evocation II: Pantheon

2017 – full-length – Nuclear Blast

VOTO: 8 – recensore: Mr. Folk

Formazione: Chrigel Glanzmann: voce, chitarra, cornamusa, bodhrán, gaita, arpa, flauto – Jonas Wolf: chtarra – Rafael Salzmann: chitarra – Kay Brem: basso – Alain Ackermann: batteria – Fabienne Erni: voce, arpa, mandola – Michalina Malisz: ghironda – Nicole Ansperger: violino – Matteo Sisti: cornamusa, flauto, mandola

Tracklist: 1. Dureddu – 2. Epona – 3. Svcellos II (sequel) – 4. Nantoscelta – 5. Tovtatis – 6. Lvgvs – 7. Grannos – 8. Cernvnnos – 9. Catvrix – 10. Artio – 11. Aventia – 12. Ogmios – 13. Esvs – 14. Antvmnos – 15. Tarvos II (sequel) – 16. Belenos – 17. Taranis – 18. Nemeton

L’ultimo anno in casa Eluveitie è stato piuttosto movimentato: dopo lo split con tre dei musicisti storici della formazione svizzera, i quali hanno successivamente dato vita ai Cellar Darling, e la lunga ricerca dei degni sostituti, arriva la pubblicazione di Evocation II – Pantheon, secondo disco acustico per Chrigel Glanzmann e soci. Il presente lavoro è stato visto in diversi modi da critica e fan: la via più breve per presentare i nuovi arrivati (la cantante Fabienne Erni, il chitarrista Jonas Wolf, Michalina Malisz alla ghironda e Alain Ackermann alla batteria), e non perdere terreno dei confronti dei nuovi arrivati Cellar Darling – autori, tra l’altro, di un disco appena sufficiente – e come reale lavoro in studio da tempo pianificato. La verità è proprio questa, ovvero gli Eluveitie avevano previsto da tempo la composizione di Evocation II – Pantheon e quel che sorprende non poco è l’elevata qualità del full-length. Se il primo Evocation era piacevole e poco più, questo nuovo cd mostra il grande affiatamento dei musicisti, l’ottimo lavoro svolto in sala prove e l’importanza di musicisti che spesso sono visti quasi come “di contorno” e che invece sono fondamentali per la riuscita delle canzoni. In questo caso particolare si tratta di Matteo Sisti, “responsabile” delle influenze irish e di gran parte delle belle melodie folk che si possono trovare all’interno del lavoro.

Evocation II – Pantheon è un concept album che racchiude in diciotto tracce il pantheon della mitologia celtica e che giustamente è cantato in lingua gallica; per la scrittura dei testi e l’inevitabile ricerca scientifica, gli Eluveitie hanno consultato diversi studiosi per rendere l’aspetto lirico credibile e ben fatto. Intenzioni nobili e capacità di muoversi in maniera corretta affascinando il potenziale ascoltatore con un ottimo connubio concept/grafica, ma alla fine a parlare è solamente la musica, e non sempre un bell’artwork e i testi ricercati sono sintomo di buona proposta musicale. Gli Eluveitie, invece, nonostante lo scetticismo che li avvolgeva prima della release, hanno sfornato un cd soft ma vivace, intrigante e altamente evocativo, in sintonia con le liriche e l’aspetto mitologico da sempre caro a Glanzmann.

Evocation II ha due singoloni che la band, giustamente, ha utilizzato come trampolino per la pubblicazione: Epona e Lvgvs. La prima suona fresca e allegra, dal cantato frizzante della nuova arrivata Fabienne Erni e dalle irresistibili melodie che la fanno da padrone. La cantante è la protagonista di Artio, composizione molto delicata e intima che tocca il cuore dell’ascoltatore e, per gli amanti delle serie tv, può far tornare alla mente alcune scene malinconiche di Outlander. Lvgvs (con Netta Skog degli Ensiferum alla fisarmonica) è più in linea con quanto prodotto in Evocation I – The Arcane Dominion, con un ritornello che è difficile non ricordare subito e canticchiarlo di conseguenza. Non si può certo ridurre il disco a due sole canzoni: gli Eluveitie sono riusciti a pubblicare un lavoro molto vario e vivace. Tra le sfaccettature di Evocation II c’è anche l’irish folk, qui presente in particolar modo in paio di brani molto belli, Grannos e Aventia, sui quali sicuramente avrà messo mano il nostro compatriota Sisti, grande amante di queste sonorità. Colpisce in positivo che all’interno delle canzoni c’è spazio per tutti:, il batterista Alain Ackermann, per fare un esempio, ha modo di sbizzarrirsi in più momenti, come durante Nantoscelta. L’arpa introduce Cernvnnos, canzone dalle melodie già conosciute, piacevole collegamento con i vecchi dischi degli svizzeri; un altro esempio è Ogmios, nella quale la melodia dell’hit Inis Mona (tratta da Tri Martolod del XVIII secolo) spunta con piacevole insistenza. Infine è da menzionare Antvmnos, composizione che vede protagonisti il soave flauto di Matteo Sisti e il violino della sempre irreprensibile Nicole Ansperger ripetere la melodia del noto brano tradizionale Scarborough Fair.

Musicalmente siamo dinanzi a un album maturo e preciso, ricco di sorprese quanto povero di brani riempitivi. Il fatto che il disco sia stato concepito e registrato in un momento di transizione e, si può presumete, di grande stress, non fa altro che aumentare la stima nei confronti del leader Glanzmann, forte nel tenere a galla la barca quando sembrava imbarcare acqua.

Gli Eluveitie sorprendono per la qualità di Evocation II – Pantheon, un piacevolissimo lavoro dopo qualche anno un po’ piatto a livello musicale e in risposta ai dubbi sollevati da molti in seguito alla separazione di tre membri storici. La prossima tappa è il “classico” cd extreme folk metal, ma intanto è possibile godere di un bel disco folk come pochi ne capitano.

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